Extreme is the way

ETHEREAL ROT – Ethereal Rot

La band del Maine ha debuttato con un album che intreccia brutalità, atmosfera e una vena cosmica che gli conferiscono personalità

Siamo di fronte ad un debutto, ma non ad una nuova band, e basterà anche un solo ascolto per comprenderlo.

Ma andiamo con ordine: gli Ethereal Rot sono un supergruppo formatosi a Portland, Maine, nel 2019 grazie ad ex membri di The Last King, Sawtopsy e Sonic Pulse. Con l’esperienza pregressa e il perfezionamento delle loro abilità, i musicisti hanno realizzato due EP Until Existence Is Diminished Entirely (2020) e Cadaverine Skies (2023) prima di debuttare su lunga durata con l’omonimo Ethereal Rot, disco che pur muovendosi all’interno del technical death metal contemporaneo, evita la sterile esibizione di virtuosismo fine a sé stesso, preferendo intrecciare brutalità, atmosfera e una vena cosmica che conferisce personalità all’intero lavoro.

L’opener The Beckoning Contagion introduce con autorevolezza il linguaggio della band attraverso riff spezzati, continui cambi di tempo e un’atmosfera inquieta che fa da manifesto all’intero album. That Which Dwells alza ulteriormente il livello della tensione, alternando violente accelerazioni a passaggi più oscuri e dilatati, mentre Festum Terrae rappresenta uno degli episodi meglio riusciti grazie a un equilibrio quasi perfetto tra tecnica, groove e senso melodico. Con Ophidian Womb, gli Ethereal Rot esplorano territori ancora più opprimenti, costruendo un crescendo di dissonanze e pesantezza che sfocia in uno dei momenti più intensi del disco. La successiva Transversing the Cosmic Plains amplia invece la dimensione atmosferica del lavoro, sviluppando strutture più articolate e una vena progressiva che dona respiro alla scaletta senza perdere aggressività. È infine Into the Naught a chiudere il cerchio con un brano dal sapore quasi contemplativo nella sua oscurità, capace di fondere brutalità e suggestioni cosmiche in un finale che non cerca l’esplosione definitiva, ma lascia volutamente l’ascoltatore sospeso in un finale criptico.

Non c’è alcun dubbio: gli Ethereal Rot, con quest’album omonimo, non potevano debuttare meglio. Un sound così profondo, incisivo e ricco di ottimi spunti creativi si vede in poche band, nonostante sia diventato quasi canonico soprattutto tra le più recenti. La personalità a questi ragazzi non manca e, col passare del tempo, vedremo sicuramente dei miglioramenti.

Miglior brano: Festum Terrae

Voto

TRACKLIST:

  1. The Beckoning Contagion
  2. That Which Dwells
  3. Festum Terrae
  4. Ophidian Womb
  5. Transversing the Cosmic Plains
  6. Into the Naught

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