Extreme is the way

LAGO – Vigil

La band di Phoenix non cerca più la solita formula di base, ma si ripresenta con un death metal più oscuro, tecnico e dissonante

Un quartetto che in 16 anni ha saputo confermarsi come pochi. I Lago sono arrivati al terzo album Vigil con una line-up esperta, assestata già da tempo e consapevole dei propri mezzi, già messi alla prova con i precedenti Tyranny (2014) e Sea of Duress (2018), ma perfezionati in quest’ultimo capitolo.

La band di Phoenix non cerca più la solita formula di base, buona nelle fondamenta e nota nella forma, ma si ripresenta con un death metal oscuro, tecnico e soffocante, pieno di riff contorti e atmosfere apocalittiche, spingendo ancora di più sul lato dissonante e ritualistico del proprio sound, derivato dalle influenze di band come Immolation e Gorguts.

Behold, Ruin apre il disco con riff minacciosi e un senso di rovina imminente, introducendo subito il tono claustrofobico dell’album con Fodder, che accelera con strutture tortuose e blast beat feroci che sembrano collassare su sé stessi. Procession into Slaughter rallenta trasformandosi in una marcia funebre opprimente piena di tensione e pesantezza, mentre Initiation Rite è il brano più diretto e tecnico, compatto ma violentissimo, con uno degli assoli più caotici del disco. In a House of Ill Repute rappresenta il vertice compositivo dell’album: quasi otto minuti di death metal stratificato e dissonante che crescono costantemente fino a esplodere in un caos controllato. Kingdom Without Pulse spinge invece sul groove e sulla fisicità della sezione ritmica, mantenendo comunque tutta la dissonanza tipica della band. Infine The Land Was a Desert chiude il disco in modo desolante e atmosferico, come un lento collasso tra macerie e oscurità.

La conclusione è abbastanza chiara: Vigil è l’album più maturo che i Lago abbiano composto finora. La composizione di ogni singola traccia è stata fatta con consapevolezza, non in passaggi immediati, bilanciando ogni elemento: tecnica e brutalità vanno di pari passo senza sembrare freddi, troppo violenti o troppo monotoni. Per comprendere a pieno questo disco ci vuole più di un ascolto, ma la qualità si riconoscerà già da subito.

Miglior brano: In a House of Ill Repute

Voto

TRACKLIST:

  1. Behold, Ruin
  2. Fodder
  3. Procession into Slaughter
  4. Initiation Rite
  5. In a House of Ill Repute
  6. Kingdom Without Pulse
  7. The Land Was a Desert

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