Extreme is the way

FUMING MOUTH – The Ringing Bell

La band del Massachusetts ha raggiunto il suo picco compositivo, realizzando uno dei migliori dischi estremi usciti in estate

I Fuming Mouth non sono un nome nuovo nella scena. Sin dal 2013, anno della sua nascita, la band del Massachusetts ha rilasciato pochi lavori, ma molto incisivi.

Il debutto The Grand Descent (2019) e il secondo Last Day of Sun (2023) lasciavano intravedere un grande potenziale, in uno stile a metà tra death metal e crust punk che ha subito catturato l’interesse dell’audience. Per ripartire al meglio, dopo la leucemia diagnosticata a Mark Whelan, i Fuming Mouth hanno racimolato tutte le energie fisiche e mentali per rimettersi in pista e dare alla luce un’opera più ispirata, e l’ultimo capitolo The Ringing Bell è una chiara dimostrazione, riuscendo a trasformare il dolore personale in un’esperienza sonora devastante e catartica, con una tensione costante dall’inizio alla fine.

Cheat Death apre le ostilità con due minuti abbondanti di pura aggressione, un manifesto d’intenti costruito su riff serrati e un’urgenza che non concede tregua. Self-Exhumed rincara la dose con un approccio ancora più brutale e diretto, facendo leva su cambi di tempo e groove che esaltano la matrice hardcore della band. Finally Fearless rappresenta uno dei vertici del disco grazie a una scrittura più articolata, capace di alternare impatto e aperture melodiche senza perdere un grammo di pesantezza. A Blaze of Nihilism, primo singolo, è uno degli episodi più immediati e memorabili: riff taglienti, ritornello incisivo e una tensione costante lo rendono uno dei pezzi destinati a diventare un classico del repertorio. After Oblivion mantiene alta la pressione con una costruzione più cupa e soffocante, nella quale emerge tutta l’influenza del death metal svedese. Hidden in the Moor rallenta leggermente il ritmo per privilegiare un’atmosfera sinistra e opprimente, dimostrando la crescente maturità compositiva del gruppo. Vivid Revelations riporta l’album su coordinate più veloci attraverso una scarica di energia compatta e devastante, mentre Flourishing Flesh, con la sua durata ridotta, funziona come un’esplosione di violenza condensata, senza inutili divagazioni. La title track rappresenta il cuore emotivo del lavoro: pesante, epica e attraversata da un senso di catarsi che sintetizza perfettamente il percorso artistico della band. Barbarian Scourge torna ad aggredire con riff monumentali e una sezione ritmica implacabile, regalando uno dei momenti più feroci dell’intero album. Infine Respect Mortality chiude il disco con un brano che unisce brutalità e consapevolezza, lasciando un’impressione di resilienza più che di disperazione.

Con The Ringing Bell, i Fuming Mouth non si sono risparmiati. Hanno investito tanto tempo ed energie, e sono stati ripagati con un ottimo risultato, che segna questo capitolo come il migliore della loro discografia. Un album che funziona benissimo nel suo mix di stili, che lo rende uno dei migliori usciti in estate.

Miglior brano: A Blaze of Nihilism

Voto

TRACKLIST:

  1. Cheat Death
  2. Self-Exhumed
  3. Finally Fearless
  4. A Blaze of Nihilism
  5. After Oblivion
  6. Hidden in the Moor
  7. Vivid Revelations
  8. Flourishing Flesh
  9. The Ringing Bell
  10. Barbarian Scourge
  11. Respect Morality

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