Per la serie “i grandi ritorni”, i Funebrarum sono uno dei casi più emblematici. Sono passati dieci anni dall’ultimo EP Exhumation of the Ancient, e ancor di più dall’ultimo full-length The Sleep of Morbid Dreams, realizzato nel 2009, ma i musicisti del New Jersey non hanno perso colpi.
Nonostante il lungo periodo travagliato, Beckoning the Void of Eternal Silence mantiene alti gli standard visti in passato, con un death metal oscuro e viscerale caro alla tradizione finlandese e a quella americana, con influenze prese sia dalle vecchie che dalle nuove leve, Incantation e Dead Congregation in primis.
The Arrival apre il disco con un’introduzione cupa e ritualistica che prepara perfettamente l’atmosfera per la title track, che esplode in un death metal massiccio, lento e opprimente, impreziosito da riff memorabili e da un senso costante di oppressione. Sa Nagba Amāru amplia l’orizzonte con strutture più articolate e una tensione quasi liturgica che rende il brano tra i più evocativi, con Through the Barren Halls of Grieving Emptiness che accelera leggermente i ritmi senza perdere il carattere doom, offrendo una delle composizioni più dinamiche del lotto. Into Dark Domains affonda invece in atmosfere ancora più plumbee, costruendo un crescendo pesante e soffocante, mentre Anhela Odor Mortuorum (The Adepts) colpisce per il perfetto equilibrio tra brutalità e senso melodico sotterraneo, con ottime armonizzazioni di chitarra. From Rotting Burial Shrouds è probabilmente il pezzo più diretto e aggressivo, ricco di blast beat, rallentamenti devastanti e un groove irresistibile, con Turning the Stones of Torment appena dopo che riprende il lato più monumentale della band con continui cambi di intensità e un lavoro chitarristico eccellente. Infine, The Whispering Cathedral (Epilogue) chiude l’album in maniera monumentale, fondendo lentezza funeraria, melodie spettrali e una sensazione di ineluttabile dissoluzione che lascia l’ascoltatore immerso nel buio.
I Funebrarum hanno dato solo certezze. Dal primo all’ultimo minuto, Beckoning the Void of Eternal Silence è un album che conferma l’autorevolezza della band, che non si è lasciata andare dagli avvenimenti avversi, ma che anzi ha ritrovato la vitalità che, sin dagli esordi, li aveva contraddistinti. Non c’è stato bisogno né di reinventarsi, né di rinnovarsi: è stata la coerenza, espressa al massimo, a premiarli. E da qui in poi non ci si aspetta più un passo falso.
- Band: FUNEBRARUM
- Durata: 49:07
- Data di uscita: 29 maggio 2026
- Etichetta: Pulverised Records
Miglior brano: Turning the Stones of Torment
Voto
TRACKLIST:
- The Arrival (Intro)
- Beckoning the Void of Eternal Silence
- Sa Nagba Amāru
- Through the Barren Halls of Grieving Emptiness
- Into Dark Domains
- Ancestral Manor (Intro)
- Anhela Odor Mortuorum (The Adepts)
- From Rotting Burial Shrouds
- Turning the Stones of Torment
- The Whispering Cathedral – Epilogue
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