Extreme is the way

WINTERFYLLETH – The Unyielding Season

Gli inglesi sono tornati dopo due anni con un album che tende più all'atmosfera del precedente, con un'ottima alternanza con le parti più feroci

Arrivati al nono album in carriera, i Winterfylleth possono ormai essere considerati una certezza. Passo dopo passo, gli inglesi hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama underground globale, non solo britannico, grazie ad una serie di colpi messi a segno.

Una fase che non vuole saperne di cessare con il nuovo The Unyielding Season, che rispetto all’ultimo The Imperious Horizon si concentra più sulle atmosfere evocative che sulle trame rigorosamente black metal tipiche del quartetto. Sembrerebbe un passo falso ma, in realtà, è un’ottima soluzione: per una volta, Chris Naughton non vuole mettere in primo piano la violenza, che di per sé rappresenta ancora una forte componente, e questo si rivela il miglior metodo di fruizione dell’ascolto.

Heroes of a Hundred Fields apre con un respiro epico e malinconico, senza però distaccarsi da sezioni più spinte, così come la seconda Echoes in the After che segue lo stesso schema. A Hollow Existence spinge maggiormente sull’intensità, alternando passaggi più aggressivi a momenti più calmi, risultando uno dei brani più emotivamente contrastanti; Perdition’s Flame è più diretta e compatta, mentre The Unyielding Season torna su territori più dilatati, costruendo pazientemente un climax che esalta il lato atmosferico della band, e i riff lo dimostrano. Unspoken Elegy, strumentale, funziona come interludio delicato e meditativo, lasciando spazio alle melodie acustiche; In Ashen Wake è il cuore dell’album, lungo e stratificato, capace di unire potenza e introspezione con grande coerenza; Towards Elysium prosegue su un registro epico ma più luminoso, quasi una ricerca di risoluzione emotiva; Where Dreams Once Grew, breve strumentale, chiude idealmente il cerchio con una nota fragile e sospesa; infine Enchantment, cover dei Paradise Lost, è un omaggio riuscito che mantiene lo spirito originale ma lo rilegge in chiave più atmosferica e soggettiva.

Potevano fare di meglio? Forse no. Potevano accorciare un po’? Sì, e sarebbe stato più lineare, ma va bene così. I Winterfylleth, in questo album, hanno dato più importanza alla componente atmosferica, motivo per cui il minutaggio è consistente. Ma in fondo, quei passaggi funzionano bene: The Unyielding Season è stato concepito proprio per questo, per mostrare ciò che sono capaci di fare soprattutto sul lato atmosferico, di cui sono diventati ormai un act importante. Nel complesso, un buonissimo album.

Miglior brano: In Ashen Wake

Voto

TRACKLIST:

  1. Heroes of a Hundred Fields
  2. Echoes in the After
  3. A Hollow Existence
  4. Perdition’s Flame
  5. The Unyielding Season
  6. Unspoken Elegy
  7. In Ashen Wake
  8. Towards Elysium
  9. Where Dreams Once Grew
  10. Enchantment (Paradise Lost cover)

Profili social della band

Piattaforme streaming

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *