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Who Is God Now?: quando il denaro diventa Dio

Introduzione

Chi è Dio oggi? L’uomo? Il denaro? Il potere dei soldi? È da queste domande che prende forma Who Is God Now?, brano dei Sinister Ghost tratto dall’ultimo EP Reo Tempo che, proprio come il brano Kill That Fetus: The Anti-Life Manifesto, è stato accompagnato da un videoclip.

E quando i viareggini decidono di mostrare anche su video il contenuto dei loro brani, non è mai una scelta casuale.

La realizzazione del videoclip comincia nell’ottobre 2025, circa un mese prima dell’uscita di Reo Tempo, dall’idea del mastermind Asmort di mettere in luce visivamente ogni singolo significato che si cela dietro le liriche del brano. Sotto la sua direzione artistica e la regia di Andrea Sigali, il video non si limita ad accompagnare la canzone con una successione di immagini, ma costruisce un vero e proprio universo visivo nel quale ogni elemento trasmette l’essenza non solo del brano in questione, ma dell’intero disco, costruito sull’idea centrale dell’anticonformismo.

Il programma televisivo: l’incubo che prende vita

Progettato per riprodurre un surreale programma televisivo, il videoclip porta la domanda contenuta nel titolo direttamente al centro dello schermo e la trasforma in una provocazione rivolta allo spettatore: “Prendereste a schiaffi Dio per un po’ di denaro?”

A pronunciarla è Synugoth, il chitarrista della band, nei panni di un presentatore televisivo che interpella tanto il pubblico presente in studio quanto gli spettatori a casa. Da quel momento, ciò che potrebbe sembrare un semplice programma si trasforma progressivamente in ciò che i Sinister Ghost pronunciano esplicitamente nei loro testi. E le scene mostrate non fanno altro che confermare tutto.

Il set del videoclip con Synugoth al centro

Lo studio televisivo è il primo grande tassello di questo universo. I teloni rossi laterali sono stati scelti come omaggio al cinema di Stanley Kubrick, con un richiamo particolare alle atmosfere di Shining. Il muro alle spalle dei protagonisti è stato invece ricoperto a mano da Asmort e Synugoth utilizzando fogli colorati della stessa forma rettangolare, con l’obiettivo di ricreare l’aspetto di un set vecchio stampo.

L’estetica è volutamente artificiale, quasi teatrale. Sembra di assistere a una trasmissione televisiva proveniente da un’altra epoca, ma qualcosa nell’immagine suggerisce fin dall’inizio che dietro quello spettacolo apparentemente innocuo si nasconda qualcosa di molto più disturbante.

A rendere ancora più evidente questa scelta sono i riferimenti ad Arancia Meccanica. La statua fallica bianca presente nella scenografia è un omaggio diretto al film di Kubrick, così come il logo del programma televisivo, nient’altro che il titolo stesso del brano, con l’immagine di Alex DeLarge che viene sostituita da quella di Synugoth.

Il videoclip costruisce così il proprio linguaggio attraverso una serie di citazioni e contrasti: televisione vintage e cinema, religione e denaro, spettacolo e violenza.

La metafora del consumismo

Nelle scene iniziali, ambientate all’interno di una baita, compare il personaggio del maiale, che rappresenta il consumismo e l’avidità dell’uomo moderno: divora un panino con una voracità esasperata, senza nemmeno assaporarlo, lasciando cadere brandelli di cibo sui vestiti. La scena è grottesca proprio perché trasforma un concetto astratto, il consumo compulsivo, in un comportamento fisico, quasi animalesco.

Il personaggio dello spettatore con la maschera del maiale

Sopra il televisore di vecchio modello è appeso un crocifisso. Il simbolo religioso entra così direttamente nello stesso spazio occupato dal consumo e dallo spettacolo televisivo. Il contrasto diventa ancora più forte quando il personaggio reagisce con entusiasmo alla provocazione del presentatore, applaudendo freneticamente.

È uno dei primi momenti in cui il videoclip suggerisce che la domanda del titolo non riguarda soltanto Dio in senso religioso, ma potrebbe riguardare anche ciò che, nella società contemporanea, finisce per occupare il posto riservato al sacro.

E se quel posto fosse occupato dal denaro?

Quanto vale la morale?

La domanda del presentatore, infatti, diventa allora il fulcro dell’intero video. Il Cristo, interpretato da Pakxoid, è la vittima attorno alla quale viene costruito questo spettacolo. La corona di spine, realizzata appositamente da Synugoth e Nicole Stagi, viene posta sulla sua testa prima di ricevere tutti gli schiaffi realmente messi in scena. A colpirlo sono Asmort, Aelodh e Andrea Sigali che aggiungono volutamente un po’ di farina per ottenere un effetto più forte nelle riprese, soprattutto durante gli slow motion.

La violenza diventa così spettacolo. Il dolore di una persona viene trasformato in intrattenimento, mentre il denaro diventa la possibile giustificazione dell’atto.

Ed è proprio qui che il videoclip sembra porre la sua domanda più scomoda: quanto deve valere una ricompensa perché siamo disposti a mettere da parte ciò in cui crediamo?

La vittima diventa il carnefice

La risposta più interessante arriva nel campo di grano.

La scena, inizialmente non prevista, viene introdotta per completare la visione del videoclip. Asmort la concepisce come una sorta di sogno nel quale la vittima, attraverso il denaro, ottiene lo stesso potere del carnefice e finisce per trasformarsi esattamente in ciò che prima subiva. Il passaggio è fondamentale perché sposta il discorso dal semplice rapporto tra denaro e violenza a quello tra potere e trasformazione.

La ripresa della scena nel campo di grano

Il denaro non risarcisce semplicemente la vittima: le permette di occupare il posto del carnefice. La sequenza richiama inoltre Pinocchio di Carlo Collodi, in particolare l’episodio in cui il Gatto e la Volpe convincono Pinocchio a sotterrare le proprie monete promettendogli un albero ricco di denaro. Nel videoclip, però, l’albero cresce davvero.

Quello che in Pinocchio è un inganno diventa qui una realtà. Il desiderio di ricchezza viene esaudito, ma la sua realizzazione non porta alla liberazione: porta alla riproduzione della stessa violenza.

Lo spettacolo diventa violenza

Il set televisivo diventa progressivamente un luogo nel quale tutto può essere trasformato in spettacolo.

Una delle riprese più complesse è quella in cui il presentatore colpisce dall’alto il volto del Cristo utilizzando il pene bianco della scenografia, proprio come accade in Arancia Meccanica nella celebre scena di Alex DeLange che uccide la signora dei gatti. L’inquadratura mostrata nella scena è stata ottenuta posizionando a terra la videocamera rivolta verso l’alto, con a fianco un faro per costruire l’effetto di luce necessario.

Alcuni degli elementi più forti, inoltre, nascono direttamente sul set. La scena in cui Synugoth colpisce con il bastone il quadro di Cristo, facendo esplodere il vetro, non era prevista nella sceneggiatura originale. Lo stesso vale per il sangue che fuoriesce dalla bocca del Cristo.

Entrambe le sequenze vengono realizzate in un’unica ripresa, contribuendo a trasformare il videoclip in qualcosa di più di una semplice trasposizione visiva della canzone: diventano parte di un immaginario autonomo, costruito attraverso simboli, citazioni, rimandi e provocazioni.

Dunque, chi è il nostro Dio?

Alla fine, il titolo Who Is God Now? torna a pesare sull’intero videoclip. La domanda iniziale non trova una risposta definitiva, ma viene ripetuta attraverso immagini sempre più estreme: il crocifisso accanto alla televisione, il consumismo rappresentato dal maiale, Cristo trasformato in vittima dello spettacolo, il denaro che permette alla vittima di diventare carnefice, l’albero che finalmente cresce dalle monete.

La panoramica completa del set

Il videoclip dei Sinister Ghost sembra così costruire una parabola sul potere del denaro e sulla capacità dello spettacolo di trasformare persino la violenza in intrattenimento. E forse il punto non è soltanto chiedersi chi sia Dio oggi. La domanda più inquietante potrebbe essere un’altra: che cosa siamo disposti a sacrificare quando il denaro diventa il nostro Dio?

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