Dalle lande del Montana, i Galvanist sono tornati a distanza di quattro anni dall’ultimo Connection con The Silence Between Stars, un lavoro che conferma pienamente la qualità del loro bagaglio tecnico-stilistico.
Il quartetto di Bozeman si è presentato, sin dagli esordi, con un mix tra blackened doom, death, sludge e ambient senza sembrare derivativi, ma anzi, riuscendo a creare uno stile quasi riconoscibile. In quest’ultimo capitolo, infatti, i componenti amplificano le loro capacità mettendo tutto insieme in un sound moderno e dissonante costruito su brani dalla lunga durata, nei quali emerge il pensiero di Georges Bataille, tema centrale del concept, secondo cui l’uomo è guidato dalla ragione, ma anche da impulsi distruttivi. Un’antitesi che calza perfettamente con la loro proposta stilistica.
L’introduzione Bornless apre le porte con poco più di un minuto di ambient oscuro e rituale, creando una sensazione di sospensione e mistero. Dopodiché, Atrophy entra con decisione nel cuore del disco, alternando riff massicci, improvvisi cambi di tempo e passaggi atmosferici che mostrano tutta l’ambizione compositiva della band. Con Dreich l’album raggiunge uno dei suoi momenti più intensi: la malinconia permea ogni sezione e il lungo crescendo finale trasforma la desolazione in qualcosa di quasi catartico. Hauntology rappresenta il lato più inquieto e sperimentale del lavoro, con strutture meno prevedibili e un senso costante di tensione che richiede attenzione, ma ripaga con grande profondità. Infine Spiorad, con quasi 11 minuti di durata, raccoglie tutti gli elementi disseminati lungo il percorso: pesantezza doom, aperture melodiche, suggestioni progressive e atmosfere contemplative, portandoli a una conclusione maestosa e trascendente, lasciando l’impressione di aver intrapreso un viaggio immersivo nei meandri dell’inconscio umano.
Nel complesso, The Silence Between Stars è un disco che necessita di più ascolti, ma che rimane impresso nella memoria una volta interiorizzato, grazie alla capacità di fondere brutalità ed eleganza compositiva in modo sorprendentemente naturale. I Galvanist sono diventati una delle realtà più interessanti del metal estremo contemporaneo e, da questo momento in poi, occorre monitorarli più assiduamente.
- Band: GALVANIST
- Durata: 39:24
- Data di uscita: 27 maggio 2026
- Etichetta: indipendente
Miglior brano: Dreich
Voto
TRACKLIST:
- Bornless
- Atrophy
- Dreich
- Hauntology
- Spiorad
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