Extreme is the way

ARCHSPIRE + Undeath + Crown Magnetar + Mutilation Barbecue

Il live report della data di Toronto del Long Roads Big Loads tour

TORONTO (ON), The Phoenix - 30/04/2026

A solo una settimana di distanza dal concerto dei Dark Tranquillity, il Phoenix ospita un altro evento più lungo e più carico, come suggerisce lo stesso nome: Long Roads, Big Loads. E la line-up parla da sola. Gli Archspire, una delle migliori band tech death a livello mondiale, hanno da poco rilasciato l’ultimo album Too Fast to Die pronto per essere eseguito in sede live di fronte al pubblico connazionale di Toronto, seguiti dagli Undeath, dai Crown Magnetar e dai Mutilation Barbecue per una serata che si prospetta movimentata, intensa e senza esclusione di colpi, all’insegna del death metal in tutte le sue forme.

MUTILATION BARBECUE

I Mutilation Barbecue sono i primi a salire sul palco, portando anche un lavoro in più rispetto alla scorsa volta che sono passati da Toronto. Un anno fa, infatti, accompagnavano i Fulci nel loro mini tour della East Coast nord americana, ma senza l’ultimo EP Flesh Regenerated, uscito il 10 aprile di quest’anno, che ha confermato il loro enorme potenziale e le loro abilità, pronte ad essere mostrate ad un pubblico già molto carico. E la stessa carica la mostrano anche loro sul palco. Tristan è come sempre una molla instancabile, saltando ed incitando la folla mentre riversa i suoi growl in tutto il parterre, nonostante qualche problema tecnico al microfono. Anche per il chitarrista Nick ci sono dei disguidi inizialmente, ma si risolvono presto, tornando in carreggiata con l’altro chitarrista Dylan e proseguendo lo show al meglio possibile, prendendo qualche brano anche dal full-length Amalgamation of Gore. L’esibizione è stata breve, ma molto intensa, motivo per cui ha lasciato il pubblico soddisfatto.

SETLIST MUTILATION BARBECUE:

Skin Display
Necrophiliac Obsession
Grave Implosion
Flesh Regenerated
Hive Mind Homicide
Acid Tub
Decorticate Congregation
Realm of the Ossified

CROWN MAGNETAR

Con i Crown Magnetar, il sound cambia decisamente, dato che sono una band deathcore. Ma non per questo si pongono in una posizione sfavorevole. Sin da quando entrano in scena non perdono mai di intensità, con il frontman Dan Tucker che manda avanti lo show in forma smagliante. Anche gli altri suoi compagni, in particolare il batterista Byron London, non mollano l’intensità, eseguendo benissimo tutte le mine proposte nella setlist e che provengono da un po’ tutta la discografia, soprattutto dai full-length The Codex of Flesh e Everything Bleeds. Tra i moshpit continui ed energici, l’esibizione scorre veloce arrivando ad una conclusione che non lascia nessuno deluso.

SETLIST CROWN MAGNETAR:

Desecrate infinite
Full spectrum hatred
Nailed the fuck down
Impaled genesis
The killing stone
Only the spine remains
Decapitation ritual
Black lotus

UNDEATH

Il death metal classico e diretto torna a fare da padrone con gli Undeath, che ormai sono diventati una certezza. Sono attivi da 8 anni, durante i quali hanno rilasciato 3 album, 2 demo e un EP che mostrano tutte le loro qualità. L’ultimo More Insane, in particolare, ha dato prova di come la band di Rochester sia matura, costante e decisa sul percorso che stanno attraversando. E lo stanno facendo bene, dimostrandosi attivi sia nell’attività in studio che live, in cui si vede che sono in gran forma. Alexander Sason guida il pubblico e i suoi compagni con un’ottima prova vocale, assieme al batterista Matt Browning che si mostra sicuro di sé dietro le pelli. La setlist che propongono è presa maggiormente dai primi due capitoli, oltre che dall’ultimo EP Enter Patient/Endless Graveyard, eseguiti in uno show senza troppe coreografie: semplice e dritto al punto e molto efficace, tanto da guadagnarsi, verso la fine, un’enorme ovazione da parte del pubblico.

SETLIST UNDEATH:

Endless Graveyard
Necrobionics
The Funeral Within
Defiled Again
Suitably Hacked to Gore
Shackles of Sanity
Enhancing the Dead
Chained to a Reeking Rotted Body
Rise From the Grave
Lesions of a Different Kind
Brandish the Blade

ARCHSPIRE

Finalmente ci siamo. Il momento degli headliner è sempre quello che si attende di più, e se si tratta degli Archspire ne vale la pena. Non solo perché sono gli unici canadesi della line-up, né solo perché hanno appena rilasciato un nuovo album appena 20 giorni fa. Il motivo principale è un altro. Che gli Archspire siano una band dalla tecnica sovrumana non si sa di certo da oggi, ma prima di assistere ad un loro spettacolo, la domanda che sorge spontanea è: possono mai replicare ciò che fanno in studio? Beh, assolutamente sì… e con una precisione chirurgica. Già dalle prime note di Drone Corpse Aviator, i chitarristi Dean Lamb e Tobi Morelli si scatenano in assoli veloci, schizofrenici, precisissimi, accompagnati dal basso a 6 corde di Jared Smith e dalla batteria perfetta di Spencer Moore. Non da meno, ovviamente, è Oliver, perfetto nello scandire i testi rapidissimi proprio come in studio. Ma ciò che colpisce di lui non è solo l’essere un ottimo performer. Quasi in ogni pausa tra un brano e l’altro ha sempre pronto uno sketch per coinvolgere il pubblico: prima si ferma a raccontare una storia di quando era più giovane (ovviamente in chiave ironica) poi chiama due ragazzi sul palco per farli partecipare ad un contest (riempire una scarpa di birra e berla tutta in un sorso) e poi chiede ad ogni persona presente di chiamare la propria madre e accendere il vivavoce, in modo che lui stesso possa parlarci direttamente dal palco. Insomma, non si è mai risparmiato nel coinvolgere la folla, ma neanche nella sua prova. E lo stesso hanno fatto i suoi compagni, che hanno dato il loro meglio sia nei brani presi da Bleed the Future, sia da Relentless Mutation, oltre che dall’ultimo Too Fast to Die, che scatenano continui moshpit e crowdsurfing senza un attimo di tregua fino all’ultima Carrion Ladder, che chiude uno show impeccabile sotto ogni punto di vista. Assistere ad uno spettacolo degli Archspire è un’esperienza completa, e quella di questa sera ne è stata la prova.

SETLIST ARCHSPIRE:

Drone Corpse Aviator
Remote Tumour Seeker
Red Goliath
A.U.M.
Human Murmuration
Limb of Leviticus
Bleed the Future
Golden Mouth of Ruin
The Vessel
Involuntary Doppelgänger
Carrion Ladder

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi