James McBain è tornato puntuale dopo 3 anni dall’ultimo Warlocks Grim & Withered Hags confermando il suo talento e le sue abilità, migliorate da una serie di nuovi spunti e sperimentazioni. Il nome è sempre quello di Hellripper, progetto che si è ormai affermato nella scena estrema a livello internazionale grazie al mix tra black, speed, thrash e rock’n’roll che ha reso il suo profilo ormai ben riconoscibile.
Con il nuovo Coronach, il musicista scozzese mostra un ampliamento delle proprie influenze musicali, messe in mostra con nuove idee con nuove soluzioni stilistiche che spaziano tra il folk scozzese e atmosfere epiche senza perdere aggressività.
Hunderprest apre l’album con una scarica di blackened speed metal ferocissimo ma già arricchito da melodie più memorabili e arrangiamenti più atmosferici; Kinchyle (Goatkraft and Granite) introduce groove quasi rock’n’roll e cambi dinamici che mostrano quanto McBain abbia ampliato il proprio songwriting. The Art of Resurrection alterna pianoforte gotico ed esplosioni thrash creando una tensione cinematografica insolita per il progetto, mentre Baobhan Sith (Waltz of the Damned) è uno dei momenti più originali grazie all’uso del violino e a un’atmosfera folk/horror legata al folklore scozzese, mentre Blakk Satanik Fvkkstorm riporta tutto ai toni punkeggianti delle origini con riff taglienti e velocità più elevate. Sculptor’s Cave rallenta i ritmi e punta su oscurità, epicità e atmosfera rituale, diventando uno dei pezzi più profondi del disco, invece Mortercheyn recupera l’anima più aggressiva e diretta di Hellripper con una produzione molto più nitida e potente. Infine, la title track, lunga ed epica, chiude l’album come un lamento funebre mescolando bagpipes, qualche melodia in stile Bathory e malinconia quasi folk in quello che, per distacco, risulta il brano migliore del lotto.
Non c’è alcun dubbio: Coronach è il disco più maturo che James McBain abbia mai realizzato finora. Non solo conferma quanto di buono è stato fatto in passato, ma lo amplia, lo perfeziona e lo arricchisce con un’aggiunta di elementi nuovi che portano una ventata di novità non indifferente. Hellripper è, ormai da svariati anni, uno dei progetti estremi più famosi e rappresentativi della Scozia e, una volta ascoltato quest’album, si comprende benissimo il motivo.
- Band: HELLRIPPER
- Durata: 44:04
- Data di uscita: 27 marzo 2026
- Etichetta: Century Media Records
Miglior brano: Coronach
Voto
TRACKLIST:
- Hunderprest
- Kinchyle (Goatkraft and Granite)
- The Art of Resurrection
- Baobhan Sith (Waltz of the Damned)
- Blakk Satanik Fvkkstorm
- Sculptor’s Cave
- Mortercheyn
- Coronach
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