Extreme is the way

Dai Darkestrah agli Ulytau: alla scoperta del folk centroasiatico

Nel mezzo della Via della Seta, sono nate band che ripercorrono le antiche tradizioni locali con un sound tipico e particolare
Slide

Il continente asiatico è grande, vario e ricco di culture diverse che cambiano in una manciata di miglia. Medio ed Estremo Oriente sono ben noti per le loro storie, ma se parliamo dell'Asia Centrale, il discorso è più complesso.

La regione, posta sull’antica Via della Seta, è per antonomasia il luogo più movimentato per lo scambio di merci, idee e popolazioni tra Asia e Europa. Nell'ultimo secolo è stata parte dell'Unione Sovietica ed oggi è suddivisa tra i Paesi con il suffisso "-stan", che ospitano un numero di etnie enorme. Etnie che non solo conservano tradizioni millenarie, ma addirittura faticano a riconoscersi con l'attuale aggettivo di nazionalità, dato che discendono dai Cosacchi, dai Mongoli, dagli Uiguri e così via.

Insomma, un crocevia di popoli nomadi che si sono stanziati lì con tutte le loro usanze. E come tramandarle, se non anche con la musica? Ognuno di essi ha sviluppato un suo genere tipico con strumenti peculiari ma, ovviamente, c'è chi ha voluto unirlo con il metal, anche solo nei testi, per darne un profilo ben riconoscibile.

Il continente asiatico è grande, vario e ricco di culture diverse che cambiano in una manciata di miglia. Medio ed Estremo Oriente sono ben noti per le loro storie, ma se parliamo dell'Asia Centrale, il discorso è più complesso.

La regione, posta sull’antica Via della Seta, è per antonomasia il luogo più movimentato per lo scambio di merci, idee e popolazioni tra Asia e Europa. Nell'ultimo secolo è stata parte dell'Unione Sovietica ed oggi è suddivisa tra i Paesi con il suffisso "-stan", che ospitano un numero di etnie enorme. Etnie che non solo conservano tradizioni millenarie, ma addirittura faticano a riconoscersi con l'attuale aggettivo di nazionalità, dato che discendono dai Cosacchi, dai Mongoli, dagli Uiguri e così via.

Insomma, un crocevia di popoli nomadi che si sono stanziati lì con tutte le loro usanze. E come tramandarle, se non anche con la musica? Ognuno di essi ha sviluppato un suo genere tipico con strumenti peculiari ma, ovviamente, c'è chi ha voluto unirlo con il metal, anche solo nei testi, per darne un profilo ben riconoscibile.

Il continente asiatico è grande, vario e ricco di culture diverse che cambiano in una manciata di miglia. Medio ed Estremo Oriente sono ben noti per le loro storie, ma se parliamo dell'Asia Centrale, il discorso è più complesso.

La regione, posta sull’antica Via della Seta, è per antonomasia il luogo più movimentato per lo scambio di merci, idee e popolazioni tra Asia e Europa. Nell'ultimo secolo è stata parte dell'Unione Sovietica ed oggi è suddivisa tra i Paesi con il suffisso "-stan", che ospitano un numero di etnie enorme. Etnie che non solo conservano tradizioni millenarie, ma addirittura faticano a riconoscersi con l'attuale aggettivo di nazionalità, dato che discendono dai Cosacchi, dai Mongoli, dagli Uiguri e così via.

Insomma, un crocevia di popoli nomadi che si sono stanziati lì con tutte le loro usanze. E come tramandarle, se non anche con la musica? Ognuno di essi ha sviluppato un suo genere tipico con strumenti peculiari ma, ovviamente, c'è chi ha voluto unirlo con il metal, anche solo nei testi, per darne un profilo ben riconoscibile.

Il continente asiatico è grande, vario e ricco di culture diverse che cambiano in una manciata di miglia. Medio ed Estremo Oriente sono ben noti per le loro storie, ma se parliamo dell'Asia Centrale, il discorso è più complesso.

La regione, posta sull’antica Via della Seta, è per antonomasia il luogo più movimentato per lo scambio di merci, idee e popolazioni tra Asia e Europa. Nell'ultimo secolo è stata parte dell'Unione Sovietica ed oggi è suddivisa tra i Paesi con il suffisso "-stan", che ospitano un numero di etnie enorme. Etnie che non solo conservano tradizioni millenarie, ma addirittura faticano a riconoscersi con l'attuale aggettivo di nazionalità, dato che discendono dai Cosacchi, dai Mongoli, dagli Uiguri e così via.

Insomma, un crocevia di popoli nomadi che si sono stanziati lì con tutte le loro usanze. E come tramandarle, se non anche con la musica? Ognuno di essi ha sviluppato un suo genere tipico con strumenti peculiari ma, ovviamente, c'è chi ha voluto unirlo con il metal, anche solo nei testi, per darne un profilo ben riconoscibile.

Il continente asiatico è grande, vario e ricco di culture diverse che cambiano in una manciata di miglia. Medio ed Estremo Oriente sono ben noti per le loro storie, ma se parliamo dell'Asia Centrale, il discorso è più complesso.

La regione, posta sull’antica Via della Seta, è per antonomasia il luogo più movimentato per lo scambio di merci, idee e popolazioni tra Asia e Europa. Nell'ultimo secolo è stata parte dell'Unione Sovietica ed oggi è suddivisa tra i Paesi con il suffisso "-stan", che ospitano un numero di etnie enorme. Etnie che non solo conservano tradizioni millenarie, ma addirittura faticano a riconoscersi con l'attuale aggettivo di nazionalità, dato che discendono dai Cosacchi, dai Mongoli, dagli Uiguri e così via.

Insomma, un crocevia di popoli nomadi che si sono stanziati lì con tutte le loro usanze. E come tramandarle, se non anche con la musica? Ognuno di essi ha sviluppato un suo genere tipico con strumenti peculiari ma, ovviamente, c'è chi ha voluto unirlo con il metal, anche solo nei testi, per darne un profilo ben riconoscibile.

previous arrowprevious arrow
next arrownext arrow

testo minimo

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi