Extreme is the way

FINAL DOSE – Under The Eternal Shadow

La band inglese ha raggiunto un notevole upgrade con il secondo album, plasmando un sound variegato e ricco di spunti diversi

Ci voleva proprio un album come questo: fresco, diretto e coinvolgente, come la band che lo ha realizzato, nata quasi per pura casualità per poi diventare una certezza.

I Final Dose si formano a Londra nel 2019 come progetto solista di Bruno Fusco, al solo scopo di beneficenza: l’intento del cantante, infatti, era quello di raccogliere fondi da versare all’ente nazionale tramite la vendita di dischi. Tuttavia, dopo l’uscita dell’EP Dark Places nel 2021, il progetto si evolve in una band completa, esibendosi per la prima volta dal vivo nel novembre dello stesso anno.​

Nel 2023 esce il primo album Void Inside, ricevendo un’accoglienza positiva che ha permesso loro di esibirsi in tour negli Stati Uniti, in Europa e in Turchia, condividendo il palco con band come Devil Master, Midnight e Harm’s Way.

L’upgrade che doveva riconfermarli è arrivato con il secondo album Under the Eternal Shadow, una delle release più interessanti di quest’anno. Se nel primo il mix tra black metal e punk (tratto distintivo della band) risultava semplice ed immediato, in questo capitolo si arricchisce di spunti derivanti dalla dungeon synth e dal folk, esprimendosi in una tracklist che scorre tra momenti intensi e ariosi in un’atmosfera unica.

La prima traccia Eternal Winter è l’incipit perfetto che rispecchia il contenuto dell’album: 5 secondi di synth accompagnano il brano nella sua esplosione, in cui la prima strofa segue l’andamento tipico del black metal alternandosi tra andamenti in blast beats e altri più ritmati, sfociando a volte in attimi dal retrogusto thrash. Weathered Axe e Rite of Spring seguono la stessa scia, esattamente come Dark Paradise che si lascia andare in momenti più lenti e cupi in stile Marduk in Those of the Unlight. Non mancano episodi in cui i ritmi rallentano, come Wretched e Revenge, nei quali l’influenza dei Darkthrone è evidente, soprattutto per gli scream lunghi e acidi che accompagnano le strofe più lente. Sono però gli intermezzi Servant, Fumeral March e Drag the Light Down a farsi notare, perché nella loro breve durata riescono ad andare oltre la semplice funzione di riempimento o di connessione tra i brani, regalando momenti inediti dove la violenza lascia spazio ad un’atmosfera più cupa, ma con una sana dose extra di desolazione e disperazione, insieme ai lugubri accordi puliti, pieni di melodie tristi ed intense.

Under the Eternal Shadow è un album coinvolgente che esprime perfettamente, tramite il suo sound, il suo concept lirico: il dolore e la tristezza del declino mentale, la miseria di una società in piena decadenza. Questo strato di malinconia conferisce un notevole slancio all’arte dei Final Dose, ormai riconoscibili in una solida identità.

Miglior brano: Eternal Winter

Voto

TRACKLIST:

  1. Eternal Winter
  2. Weathered Axe
  3. Rite of Spring
  4. Servant
  5. Dark Paradise
  6. Wretched
  7. Funeral March
  8. Locked in the Black Dungeon
  9. Revenge
  10. Drag the Light Down

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