
Irlanda: terra ricca di storia, tradizioni, paesaggi mozzafiato e tanta musica. Per chi conosce solo l’ambito mainstream gli artisti sono ben noti, come gli U2, i Cranberries e i Thin Lizzy, per non parlare dei Chieftains, che hanno reso il folk irlandese famoso in tutto il mondo.
Ma anche qui, come in molte nazioni europee, si può trovare una folta scena metal, ricca di band validissime che l’hanno resa varia e corposa in ogni sottogenere. Sono tanti gli artisti che, dal black al thrash, fino al death e allo sludge, hanno conferito all’isola una solida identità nel panorama della musica estrema, rendendola, per certi aspetti, caratteristica.
Irlanda: terra ricca di storia, tradizioni, paesaggi mozzafiato e tanta musica. Per chi conosce solo l’ambito mainstream gli artisti sono ben noti, come gli U2, i Cranberries e i Thin Lizzy, per non parlare dei Chieftains, che hanno reso il folk irlandese famoso in tutto il mondo.
Ma anche qui, come in molte nazioni europee, si può trovare una folta scena metal, ricca di band validissime che l’hanno resa varia e corposa in ogni sottogenere. Sono tanti gli artisti che, dal black al thrash, fino al death e allo sludge, hanno conferito all’isola una solida identità nel panorama della musica estrema, rendendola, per certi aspetti, caratteristica.
Irlanda: terra ricca di storia, tradizioni, paesaggi mozzafiato e tanta musica. Per chi conosce solo l’ambito mainstream gli artisti sono ben noti, come gli U2, i Cranberries e i Thin Lizzy, per non parlare dei Chieftains, che hanno reso il folk irlandese famoso in tutto il mondo.
Ma anche qui, come in molte nazioni europee, si può trovare una folta scena metal, ricca di band validissime che l’hanno resa varia e corposa in ogni sottogenere. Sono tanti gli artisti che, dal black al thrash, fino al death e allo sludge, hanno conferito all’isola una solida identità nel panorama della musica estrema, rendendola, per certi aspetti, caratteristica.
Irlanda: terra ricca di storia, tradizioni, paesaggi mozzafiato e tanta musica. Per chi conosce solo l’ambito mainstream gli artisti sono ben noti, come gli U2, i Cranberries e i Thin Lizzy, per non parlare dei Chieftains, che hanno reso il folk irlandese famoso in tutto il mondo.
Ma anche qui, come in molte nazioni europee, si può trovare una folta scena metal, ricca di band validissime che l’hanno resa varia e corposa in ogni sottogenere. Sono tanti gli artisti che, dal black al thrash, fino al death e allo sludge, hanno conferito all’isola una solida identità nel panorama della musica estrema, rendendola, per certi aspetti, caratteristica.
Irlanda: terra ricca di storia, tradizioni, paesaggi mozzafiato e tanta musica. Per chi conosce solo l’ambito mainstream gli artisti sono ben noti, come gli U2, i Cranberries e i Thin Lizzy, per non parlare dei Chieftains, che hanno reso il folk irlandese famoso in tutto il mondo.
Ma anche qui, come in molte nazioni europee, si può trovare una folta scena metal, ricca di band validissime che l’hanno resa varia e corposa in ogni sottogenere. Sono tanti gli artisti che, dal black al thrash, fino al death e allo sludge, hanno conferito all’isola una solida identità nel panorama della musica estrema, rendendola, per certi aspetti, caratteristica.

I Primordial sono il volto della scena estrema irlandese. La band di Alan Averill, attiva dal 1992, è la più conosciuta al di fuori dell’isola non solo per la sua longevità, ma anche e soprattutto per il sound e i temi che la caratterizzano. La definizione di “celtic metal”, non a caso, è riconosciuta in senso stretto negli album da loro realizzati (10 in totale) che mescolano il black metal con le tipiche atmosfere celtiche di stampo 100% folk, così come i testi. Dischi quali The Gathering Wilderness, Storm Before Calm e To the Nameless Dead hanno portato in alto il nome dell’Irlanda nell’ambito della musica estrema, diventandone tasselli fondamentali.
I Primordial sono il volto della scena estrema irlandese. La band di Alan Averill, attiva dal 1992, è la più conosciuta al di fuori dell’isola non solo per la sua longevità, ma anche e soprattutto per il sound e i temi che la caratterizzano. La definizione di “celtic metal”, non a caso, è riconosciuta in senso stretto negli album da loro realizzati (10 in totale) che mescolano il black metal con le tipiche atmosfere celtiche di stampo 100% folk, così come i testi. Dischi quali The Gathering Wilderness, Storm Before Calm e To the Nameless Dead hanno portato in alto il nome dell’Irlanda nell’ambito della musica estrema, diventandone tasselli fondamentali.
I Primordial sono il volto della scena estrema irlandese. La band di Alan Averill, attiva dal 1992, è la più conosciuta al di fuori dell’isola non solo per la sua longevità, ma anche e soprattutto per il sound e i temi che la caratterizzano. La definizione di “celtic metal”, non a caso, è riconosciuta in senso stretto negli album da loro realizzati (10 in totale) che mescolano il black metal con le tipiche atmosfere celtiche di stampo 100% folk, così come i testi. Dischi quali The Gathering Wilderness, Storm Before Calm e To the Nameless Dead hanno portato in alto il nome dell’Irlanda nell’ambito della musica estrema, diventandone tasselli fondamentali.
I Primordial sono il volto della scena estrema irlandese. La band di Alan Averill, attiva dal 1992, è la più conosciuta al di fuori dell’isola non solo per la sua longevità, ma anche e soprattutto per il sound e i temi che la caratterizzano. La definizione di “celtic metal”, non a caso, è riconosciuta in senso stretto negli album da loro realizzati (10 in totale) che mescolano il black metal con le tipiche atmosfere celtiche di stampo 100% folk, così come i testi. Dischi quali The Gathering Wilderness, Storm Before Calm e To the Nameless Dead hanno portato in alto il nome dell’Irlanda nell’ambito della musica estrema, diventandone tasselli fondamentali.
I Primordial sono il volto della scena estrema irlandese. La band di Alan Averill, attiva dal 1992, è la più conosciuta al di fuori dell’isola non solo per la sua longevità, ma anche e soprattutto per il sound e i temi che la caratterizzano. La definizione di “celtic metal”, non a caso, è riconosciuta in senso stretto negli album da loro realizzati (10 in totale) che mescolano il black metal con le tipiche atmosfere celtiche di stampo 100% folk, così come i testi. Dischi quali The Gathering Wilderness, Storm Before Calm e To the Nameless Dead hanno portato in alto il nome dell’Irlanda nell’ambito della musica estrema, diventandone tasselli fondamentali.

I Cruachan si possono considerare l’immagine speculare, ma meno famosa, dei Primordial. Sono nati nello stesso anno (1992), hanno debuttato nello stesso anno (1995) e hanno scelto lo stesso genere: un black metal melodico a sfondo celtico. Ci sono, tuttavia, delle differenze tra il sound delle due band: se Averill si è sempre mantenuto fedele alla sua proposta classica e omogenea, Keith Fay ha deciso di renderla più “autentica” grazie all’uso sporadico del gaelico e ad un insieme di strumenti come il flauto, il violino e le cornamuse irlandesi (le uilleann pipes). Il notevole risultato lo si nota in album come The Middle Kingdom, Folk-Lore e Pagan, in cui spicca anche la voce di Karen Gilligan (non più in formazione) che dona un tocco in più di epicità ad un sound che trasporta l’ascoltatore indietro di millenni.
I Cruachan si possono considerare l’immagine speculare, ma meno famosa, dei Primordial. Sono nati nello stesso anno (1992), hanno debuttato nello stesso anno (1995) e hanno scelto lo stesso genere: un black metal melodico a sfondo celtico. Ci sono, tuttavia, delle differenze tra il sound delle due band: se Averill si è sempre mantenuto fedele alla sua proposta classica e omogenea, Keith Fay ha deciso di renderla più “autentica” grazie all’uso sporadico del gaelico e ad un insieme di strumenti come il flauto, il violino e le cornamuse irlandesi (le uilleann pipes). Il notevole risultato lo si nota in album come The Middle Kingdom, Folk-Lore e Pagan, in cui spicca anche la voce di Karen Gilligan (non più in formazione) che dona un tocco in più di epicità ad un sound che trasporta l’ascoltatore indietro di millenni.
I Cruachan si possono considerare l’immagine speculare, ma meno famosa, dei Primordial. Sono nati nello stesso anno (1992), hanno debuttato nello stesso anno (1995) e hanno scelto lo stesso genere: un black metal melodico a sfondo celtico. Ci sono, tuttavia, delle differenze tra il sound delle due band: se Averill si è sempre mantenuto fedele alla sua proposta classica e omogenea, Keith Fay ha deciso di renderla più “autentica” grazie all’uso sporadico del gaelico e ad un insieme di strumenti come il flauto, il violino e le cornamuse irlandesi (le uilleann pipes). Il notevole risultato lo si nota in album come The Middle Kingdom, Folk-Lore e Pagan, in cui spicca anche la voce di Karen Gilligan (non più in formazione) che dona un tocco in più di epicità ad un sound che trasporta l’ascoltatore indietro di millenni.
I Cruachan si possono considerare l’immagine speculare, ma meno famosa, dei Primordial. Sono nati nello stesso anno (1992), hanno debuttato nello stesso anno (1995) e hanno scelto lo stesso genere: un black metal melodico a sfondo celtico. Ci sono, tuttavia, delle differenze tra il sound delle due band: se Averill si è sempre mantenuto fedele alla sua proposta classica e omogenea, Keith Fay ha deciso di renderla più “autentica” grazie all’uso sporadico del gaelico e ad un insieme di strumenti come il flauto, il violino e le cornamuse irlandesi (le uilleann pipes). Il notevole risultato lo si nota in album come The Middle Kingdom, Folk-Lore e Pagan, in cui spicca anche la voce di Karen Gilligan (non più in formazione) che dona un tocco in più di epicità ad un sound che trasporta l’ascoltatore indietro di millenni.
I Cruachan si possono considerare l’immagine speculare, ma meno famosa, dei Primordial. Sono nati nello stesso anno (1992), hanno debuttato nello stesso anno (1995) e hanno scelto lo stesso genere: un black metal melodico a sfondo celtico. Ci sono, tuttavia, delle differenze tra il sound delle due band: se Averill si è sempre mantenuto fedele alla sua proposta classica e omogenea, Keith Fay ha deciso di renderla più “autentica” grazie all’uso sporadico del gaelico e ad un insieme di strumenti come il flauto, il violino e le cornamuse irlandesi (le uilleann pipes). Il notevole risultato lo si nota in album come The Middle Kingdom, Folk-Lore e Pagan, in cui spicca anche la voce di Karen Gilligan (non più in formazione) che dona un tocco in più di epicità ad un sound che trasporta l’ascoltatore indietro di millenni.

Anche i Graveyard Dirt appartengono alla vecchia guardia, ma il loro destino non è stato molto fortunato. Fondati nel 1994, la band di Paul Leyden e Kieran O’Toole ha scelto di imbattersi nel più classico death doom prima con un demo, Of Romance and Fire, poi con un EP Shadows of Old Ghost. La distanza temporale tra i due lavori, però, è di ben 11 anni: il primo è uscito nel 1996, il secondo nel 2007. E solo tre anni più tardi, nel 2010, realizzarono il debutto su full-length For Grace or Damnation, buonissimo nell’insieme, ma non abbastanza da arrivare anche in altre parti del mondo. Tuttavia, per gli amanti del genere e per la scena irlandese, non sono di certo un nome sottovalutato.
Anche i Graveyard Dirt appartengono alla vecchia guardia, ma il loro destino non è stato molto fortunato. Fondati nel 1994, la band di Paul Leyden e Kieran O’Toole ha scelto di imbattersi nel più classico death doom prima con un demo, Of Romance and Fire, poi con un EP Shadows of Old Ghost. La distanza temporale tra i due lavori, però, è di ben 11 anni: il primo è uscito nel 1996, il secondo nel 2007. E solo tre anni più tardi, nel 2010, realizzarono il debutto su full-length For Grace or Damnation, buonissimo nell’insieme, ma non abbastanza da arrivare anche in altre parti del mondo. Tuttavia, per gli amanti del genere e per la scena irlandese, non sono di certo un nome sottovalutato.
Anche i Graveyard Dirt appartengono alla vecchia guardia, ma il loro destino non è stato molto fortunato. Fondati nel 1994, la band di Paul Leyden e Kieran O’Toole ha scelto di imbattersi nel più classico death doom prima con un demo, Of Romance and Fire, poi con un EP Shadows of Old Ghost. La distanza temporale tra i due lavori, però, è di ben 11 anni: il primo è uscito nel 1996, il secondo nel 2007. E solo tre anni più tardi, nel 2010, realizzarono il debutto su full-length For Grace or Damnation, buonissimo nell’insieme, ma non abbastanza da arrivare anche in altre parti del mondo. Tuttavia, per gli amanti del genere e per la scena irlandese, non sono di certo un nome sottovalutato.
Anche i Graveyard Dirt appartengono alla vecchia guardia, ma il loro destino non è stato molto fortunato. Fondati nel 1994, la band di Paul Leyden e Kieran O’Toole ha scelto di imbattersi nel più classico death doom prima con un demo, Of Romance and Fire, poi con un EP Shadows of Old Ghost. La distanza temporale tra i due lavori, però, è di ben 11 anni: il primo è uscito nel 1996, il secondo nel 2007. E solo tre anni più tardi, nel 2010, realizzarono il debutto su full-length For Grace or Damnation, buonissimo nell’insieme, ma non abbastanza da arrivare anche in altre parti del mondo. Tuttavia, per gli amanti del genere e per la scena irlandese, non sono di certo un nome sottovalutato.
Anche i Graveyard Dirt appartengono alla vecchia guardia, ma il loro destino non è stato molto fortunato. Fondati nel 1994, la band di Paul Leyden e Kieran O’Toole ha scelto di imbattersi nel più classico death doom prima con un demo, Of Romance and Fire, poi con un EP Shadows of Old Ghost. La distanza temporale tra i due lavori, però, è di ben 11 anni: il primo è uscito nel 1996, il secondo nel 2007. E solo tre anni più tardi, nel 2010, realizzarono il debutto su full-length For Grace or Damnation, buonissimo nell’insieme, ma non abbastanza da arrivare anche in altre parti del mondo. Tuttavia, per gli amanti del genere e per la scena irlandese, non sono di certo un nome sottovalutato.

Per gli amanti del death/doom, il nome dei Mourning Beloveth non suona per niente nuovo. Nati nel 1992 nella piccola cittadina di Athy, hanno realizzato una serie di album (6 in totale) importanti per il loro genere e per l’underground irlandese. La formazione vede i tre membri originari Darren Moore (voce), Frank Brennan (chitarra) e Timmy Johnson (batteria) affiancati dai chitarristi Barry Whyte e Pauric Gallagher, con un palmarès di 6 full-length, 2 demo e 3 split. Il loro sound, dai riff lenti e pesanti accompagnati da growl profondi alternati alle clean vocals, è tanto intenso quanto riflessivo, rendendosi uno dei migliori mai partoriti in terra irlandese.
Per gli amanti del death/doom, il nome dei Mourning Beloveth non suona per niente nuovo. Nati nel 1992 nella piccola cittadina di Athy, hanno realizzato una serie di album (6 in totale) importanti per il loro genere e per l’underground irlandese. La formazione vede i tre membri originari Darren Moore (voce), Frank Brennan (chitarra) e Timmy Johnson (batteria) affiancati dai chitarristi Barry Whyte e Pauric Gallagher, con un palmarès di 6 full-length, 2 demo e 3 split. Il loro sound, dai riff lenti e pesanti accompagnati da growl profondi alternati alle clean vocals, è tanto intenso quanto riflessivo, rendendosi uno dei migliori mai partoriti in terra irlandese.
Per gli amanti del death/doom, il nome dei Mourning Beloveth non suona per niente nuovo. Nati nel 1992 nella piccola cittadina di Athy, hanno realizzato una serie di album (6 in totale) importanti per il loro genere e per l’underground irlandese. La formazione vede i tre membri originari Darren Moore (voce), Frank Brennan (chitarra) e Timmy Johnson (batteria) affiancati dai chitarristi Barry Whyte e Pauric Gallagher, con un palmarès di 6 full-length, 2 demo e 3 split. Il loro sound, dai riff lenti e pesanti accompagnati da growl profondi alternati alle clean vocals, è tanto intenso quanto riflessivo, rendendosi uno dei migliori mai partoriti in terra irlandese.
Per gli amanti del death/doom, il nome dei Mourning Beloveth non suona per niente nuovo. Nati nel 1992 nella piccola cittadina di Athy, hanno realizzato una serie di album (6 in totale) importanti per il loro genere e per l’underground irlandese. La formazione vede i tre membri originari Darren Moore (voce), Frank Brennan (chitarra) e Timmy Johnson (batteria) affiancati dai chitarristi Barry Whyte e Pauric Gallagher, con un palmarès di 6 full-length, 2 demo e 3 split. Il loro sound, dai riff lenti e pesanti accompagnati da growl profondi alternati alle clean vocals, è tanto intenso quanto riflessivo, rendendosi uno dei migliori mai partoriti in terra irlandese.
Per gli amanti del death/doom, il nome dei Mourning Beloveth non suona per niente nuovo. Nati nel 1992 nella piccola cittadina di Athy, hanno realizzato una serie di album (6 in totale) importanti per il loro genere e per l’underground irlandese. La formazione vede i tre membri originari Darren Moore (voce), Frank Brennan (chitarra) e Timmy Johnson (batteria) affiancati dai chitarristi Barry Whyte e Pauric Gallagher, con un palmarès di 6 full-length, 2 demo e 3 split. Il loro sound, dai riff lenti e pesanti accompagnati da growl profondi alternati alle clean vocals, è tanto intenso quanto riflessivo, rendendosi uno dei migliori mai partoriti in terra irlandese.

I Malthusian non si sentono nominare spesso ma, nell’underground di Dublino, sono una perla rara. La band di Matt Bree e del già citato Pauric Gallagher si è distinta per un sound che spazia in un mix di oscurità, sperimentazione e potenza, con una forte enfasi sull’atmosfera e sulla tensione emotiva. Accross Deaths, primo e finora unico album realizzato, è riuscito a colpire grazie alla sua unione letale tra death e black metal in una dimensione avvolgente e, allo stesso tempo, opprimente, proprio come ci hanno abituato band come gli Angelcorpse, ma in chiave ancor più sperimentale. Per il momento non hanno rilasciato nessun nuovo lavoro (fatta eccezione di uno split con i Suffering Hour) ma per il futuro non si attendono delusioni.
I Malthusian non si sentono nominare spesso ma, nell’underground di Dublino, sono una perla rara. La band di Matt Bree e del già citato Pauric Gallagher si è distinta per un sound che spazia in un mix di oscurità, sperimentazione e potenza, con una forte enfasi sull’atmosfera e sulla tensione emotiva. Accross Deaths, primo e finora unico album realizzato, è riuscito a colpire grazie alla sua unione letale tra death e black metal in una dimensione avvolgente e, allo stesso tempo, opprimente, proprio come ci hanno abituato band come gli Angelcorpse, ma in chiave ancor più sperimentale. Per il momento non hanno rilasciato nessun nuovo lavoro (fatta eccezione di uno split con i Suffering Hour) ma per il futuro non si attendono delusioni.
I Malthusian non si sentono nominare spesso ma, nell’underground di Dublino, sono una perla rara. La band di Matt Bree e del già citato Pauric Gallagher si è distinta per un sound che spazia in un mix di oscurità, sperimentazione e potenza, con una forte enfasi sull’atmosfera e sulla tensione emotiva. Accross Deaths, primo e finora unico album realizzato, è riuscito a colpire grazie alla sua unione letale tra death e black metal in una dimensione avvolgente e, allo stesso tempo, opprimente, proprio come ci hanno abituato band come gli Angelcorpse, ma in chiave ancor più sperimentale. Per il momento non hanno rilasciato nessun nuovo lavoro (fatta eccezione di uno split con i Suffering Hour) ma per il futuro non si attendono delusioni.
I Malthusian non si sentono nominare spesso ma, nell’underground di Dublino, sono una perla rara. La band di Matt Bree e del già citato Pauric Gallagher si è distinta per un sound che spazia in un mix di oscurità, sperimentazione e potenza, con una forte enfasi sull’atmosfera e sulla tensione emotiva. Accross Deaths, primo e finora unico album realizzato, è riuscito a colpire grazie alla sua unione letale tra death e black metal in una dimensione avvolgente e, allo stesso tempo, opprimente, proprio come ci hanno abituato band come gli Angelcorpse, ma in chiave ancor più sperimentale. Per il momento non hanno rilasciato nessun nuovo lavoro (fatta eccezione di uno split con i Suffering Hour) ma per il futuro non si attendono delusioni.
I Malthusian non si sentono nominare spesso ma, nell’underground di Dublino, sono una perla rara. La band di Matt Bree e del già citato Pauric Gallagher si è distinta per un sound che spazia in un mix di oscurità, sperimentazione e potenza, con una forte enfasi sull’atmosfera e sulla tensione emotiva. Accross Deaths, primo e finora unico album realizzato, è riuscito a colpire grazie alla sua unione letale tra death e black metal in una dimensione avvolgente e, allo stesso tempo, opprimente, proprio come ci hanno abituato band come gli Angelcorpse, ma in chiave ancor più sperimentale. Per il momento non hanno rilasciato nessun nuovo lavoro (fatta eccezione di uno split con i Suffering Hour) ma per il futuro non si attendono delusioni.

Altro nome recente, ma valido, è quello dei Dread Sovereign. Il side project di Alan Averill è attivo dal 2012, presentando nel suo sound un doom metal influenzato dai Cathedral e dai Saint Vitus, ma con un forte rimando alla NWOBHM. I tre album finora realizzati All Hell’s Martyrs (2014), For Doom the Bell Tolls (2017) e Alchemical Warfare (2021) hanno reso questo progetto uno dei migliori della nazione in ambito estremo, grazie anche ad una formazione esperta che conta musicisti come Johnny King, batterista dei Conan, nonché ex Malthusian.
Altro nome recente, ma valido, è quello dei Dread Sovereign. Il side project di Alan Averill è attivo dal 2012, presentando nel suo sound un doom metal influenzato dai Cathedral e dai Saint Vitus, ma con un forte rimando alla NWOBHM. I tre album finora realizzati All Hell’s Martyrs (2014), For Doom the Bell Tolls (2017) e Alchemical Warfare (2021) hanno reso questo progetto uno dei migliori della nazione in ambito estremo, grazie anche ad una formazione esperta che conta musicisti come Johnny King, batterista dei Conan, nonché ex Malthusian.
Altro nome recente, ma valido, è quello dei Dread Sovereign. Il side project di Alan Averill è attivo dal 2012, presentando nel suo sound un doom metal influenzato dai Cathedral e dai Saint Vitus, ma con un forte rimando alla NWOBHM. I tre album finora realizzati All Hell’s Martyrs (2014), For Doom the Bell Tolls (2017) e Alchemical Warfare (2021) hanno reso questo progetto uno dei migliori della nazione in ambito estremo, grazie anche ad una formazione esperta che conta musicisti come Johnny King, batterista dei Conan, nonché ex Malthusian.
Altro nome recente, ma valido, è quello dei Dread Sovereign. Il side project di Alan Averill è attivo dal 2012, presentando nel suo sound un doom metal influenzato dai Cathedral e dai Saint Vitus, ma con un forte rimando alla NWOBHM. I tre album finora realizzati All Hell’s Martyrs (2014), For Doom the Bell Tolls (2017) e Alchemical Warfare (2021) hanno reso questo progetto uno dei migliori della nazione in ambito estremo, grazie anche ad una formazione esperta che conta musicisti come Johnny King, batterista dei Conan, nonché ex Malthusian.
Altro nome recente, ma valido, è quello dei Dread Sovereign. Il side project di Alan Averill è attivo dal 2012, presentando nel suo sound un doom metal influenzato dai Cathedral e dai Saint Vitus, ma con un forte rimando alla NWOBHM. I tre album finora realizzati All Hell’s Martyrs (2014), For Doom the Bell Tolls (2017) e Alchemical Warfare (2021) hanno reso questo progetto uno dei migliori della nazione in ambito estremo, grazie anche ad una formazione esperta che conta musicisti come Johnny King, batterista dei Conan, nonché ex Malthusian.

Gli ZOM si possono definire un’altra chicca della scena metal irlandese. Fondati nel 2011, hanno all’attivo solo un album, Flesh Assimilation, caratterizzato da un death metal diretto e violento, mescolato anche con una sana dose di black, ma con freschezza e intensità. Similmente ai Malthusian, anche il loro sound si rende distorto e opprimente, donandogli una sfumatura particolare.
Gli ZOM si possono definire un’altra chicca della scena metal irlandese. Fondati nel 2011, hanno all’attivo solo un album, Flesh Assimilation, caratterizzato da un death metal diretto e violento, mescolato anche con una sana dose di black, ma con freschezza e intensità. Similmente ai Malthusian, anche il loro sound si rende distorto e opprimente, donandogli una sfumatura particolare.
Gli ZOM si possono definire un’altra chicca della scena metal irlandese. Fondati nel 2011, hanno all’attivo solo un album, Flesh Assimilation, caratterizzato da un death metal diretto e violento, mescolato anche con una sana dose di black, ma con freschezza e intensità. Similmente ai Malthusian, anche il loro sound si rende distorto e opprimente, donandogli una sfumatura particolare.
Gli ZOM si possono definire un’altra chicca della scena metal irlandese. Fondati nel 2011, hanno all’attivo solo un album, Flesh Assimilation, caratterizzato da un death metal diretto e violento, mescolato anche con una sana dose di black, ma con freschezza e intensità. Similmente ai Malthusian, anche il loro sound si rende distorto e opprimente, donandogli una sfumatura particolare.
Gli ZOM si possono definire un’altra chicca della scena metal irlandese. Fondati nel 2011, hanno all’attivo solo un album, Flesh Assimilation, caratterizzato da un death metal diretto e violento, mescolato anche con una sana dose di black, ma con freschezza e intensità. Similmente ai Malthusian, anche il loro sound si rende distorto e opprimente, donandogli una sfumatura particolare.

I Gravefields sono attivi dal 2019, ma già hanno avuto modo di farsi conoscere, sia in Irlanda che all’estero. I due album finora realizzati, Embrace the Void e Tetragrammatron, sono un concentrato di pura violenza espressa in un mix letale di death e black metal, accompagnata da elementi melodici che rendono il sound anche più atmosferico. Con un sound complesso e suggestivo, il duo si è dimostrato un valido esponente dell’underground del proprio Paese, pronto ad esprimersi con nuovi capitoli anche in futuro.
I Gravefields sono attivi dal 2019, ma già hanno avuto modo di farsi conoscere, sia in Irlanda che all’estero. I due album finora realizzati, Embrace the Void e Tetragrammatron, sono un concentrato di pura violenza espressa in un mix letale di death e black metal, accompagnata da elementi melodici che rendono il sound anche più atmosferico. Con un sound complesso e suggestivo, il duo si è dimostrato un valido esponente dell’underground del proprio Paese, pronto ad esprimersi con nuovi capitoli anche in futuro.
I Gravefields sono attivi dal 2019, ma già hanno avuto modo di farsi conoscere, sia in Irlanda che all’estero. I due album finora realizzati, Embrace the Void e Tetragrammatron, sono un concentrato di pura violenza espressa in un mix letale di death e black metal, accompagnata da elementi melodici che rendono il sound anche più atmosferico. Con un sound complesso e suggestivo, il duo si è dimostrato un valido esponente dell’underground del proprio Paese, pronto ad esprimersi con nuovi capitoli anche in futuro.
I Gravefields sono attivi dal 2019, ma già hanno avuto modo di farsi conoscere, sia in Irlanda che all’estero. I due album finora realizzati, Embrace the Void e Tetragrammatron, sono un concentrato di pura violenza espressa in un mix letale di death e black metal, accompagnata da elementi melodici che rendono il sound anche più atmosferico. Con un sound complesso e suggestivo, il duo si è dimostrato un valido esponente dell’underground del proprio Paese, pronto ad esprimersi con nuovi capitoli anche in futuro.
I Gravefields sono attivi dal 2019, ma già hanno avuto modo di farsi conoscere, sia in Irlanda che all’estero. I due album finora realizzati, Embrace the Void e Tetragrammatron, sono un concentrato di pura violenza espressa in un mix letale di death e black metal, accompagnata da elementi melodici che rendono il sound anche più atmosferico. Con un sound complesso e suggestivo, il duo si è dimostrato un valido esponente dell’underground del proprio Paese, pronto ad esprimersi con nuovi capitoli anche in futuro.

I Soothsayer sono una delle band più recenti e sorprendenti emerse dall’Irlanda. La band di Cork, fondata nel 2013, si immerge in un incrocio perfetto tra doom e sludge con una forte componente psichedelica. Echoes of the Earth, primo e finora unico album, mostra l’atmosfera intensa del loro sound bilanciata da riff massicci alternati a momenti più soft, creando un contrasto che coinvolge l’ascoltatore in tutto e per tutto.
I Soothsayer sono una delle band più recenti e sorprendenti emerse dall’Irlanda. La band di Cork, fondata nel 2013, si immerge in un incrocio perfetto tra doom e sludge con una forte componente psichedelica. Echoes of the Earth, primo e finora unico album, mostra l’atmosfera intensa del loro sound bilanciata da riff massicci alternati a momenti più soft, creando un contrasto che coinvolge l’ascoltatore in tutto e per tutto.
I Soothsayer sono una delle band più recenti e sorprendenti emerse dall’Irlanda. La band di Cork, fondata nel 2013, si immerge in un incrocio perfetto tra doom e sludge con una forte componente psichedelica. Echoes of the Earth, primo e finora unico album, mostra l’atmosfera intensa del loro sound bilanciata da riff massicci alternati a momenti più soft, creando un contrasto che coinvolge l’ascoltatore in tutto e per tutto.
I Soothsayer sono una delle band più recenti e sorprendenti emerse dall’Irlanda. La band di Cork, fondata nel 2013, si immerge in un incrocio perfetto tra doom e sludge con una forte componente psichedelica. Echoes of the Earth, primo e finora unico album, mostra l’atmosfera intensa del loro sound bilanciata da riff massicci alternati a momenti più soft, creando un contrasto che coinvolge l’ascoltatore in tutto e per tutto.
I Soothsayer sono una delle band più recenti e sorprendenti emerse dall’Irlanda. La band di Cork, fondata nel 2013, si immerge in un incrocio perfetto tra doom e sludge con una forte componente psichedelica. Echoes of the Earth, primo e finora unico album, mostra l’atmosfera intensa del loro sound bilanciata da riff massicci alternati a momenti più soft, creando un contrasto che coinvolge l’ascoltatore in tutto e per tutto.

Non può mancare anche del sano thrash metal nella scena underground irlandese. Gli Psykosis sono tra le band più longeve in quest’ambito: assieme ai Gama Bomb, originari dell’Irlanda del Nord, possono essere ritenuti tra le reclute più autorevoli di tutta l’isola nonostante la breve discografia. L’unico album realizzato, Welcome to the Psyko Ward, è un chiaro esempio di thrash diretto, feroce e frenetico, con riff veloci e taglienti di stampo old-school ma che ricordano anche l’attitudine tipica dell’hardcore punk, le cui influenze si notano decisamente durante l’ascolto.
Non può mancare anche del sano thrash metal nella scena underground irlandese. Gli Psykosis sono tra le band più longeve in quest’ambito: assieme ai Gama Bomb, originari dell’Irlanda del Nord, possono essere ritenuti tra le reclute più autorevoli di tutta l’isola nonostante la breve discografia. L’unico album realizzato, Welcome to the Psyko Ward, è un chiaro esempio di thrash diretto, feroce e frenetico, con riff veloci e taglienti di stampo old-school ma che ricordano anche l’attitudine tipica dell’hardcore punk, le cui influenze si notano decisamente durante l’ascolto.
Non può mancare anche del sano thrash metal nella scena underground irlandese. Gli Psykosis sono tra le band più longeve in quest’ambito: assieme ai Gama Bomb, originari dell’Irlanda del Nord, possono essere ritenuti tra le reclute più autorevoli di tutta l’isola nonostante la breve discografia. L’unico album realizzato, Welcome to the Psyko Ward, è un chiaro esempio di thrash diretto, feroce e frenetico, con riff veloci e taglienti di stampo old-school ma che ricordano anche l’attitudine tipica dell’hardcore punk, le cui influenze si notano decisamente durante l’ascolto.
Non può mancare anche del sano thrash metal nella scena underground irlandese. Gli Psykosis sono tra le band più longeve in quest’ambito: assieme ai Gama Bomb, originari dell’Irlanda del Nord, possono essere ritenuti tra le reclute più autorevoli di tutta l’isola nonostante la breve discografia. L’unico album realizzato, Welcome to the Psyko Ward, è un chiaro esempio di thrash diretto, feroce e frenetico, con riff veloci e taglienti di stampo old-school ma che ricordano anche l’attitudine tipica dell’hardcore punk, le cui influenze si notano decisamente durante l’ascolto.
Non può mancare anche del sano thrash metal nella scena underground irlandese. Gli Psykosis sono tra le band più longeve in quest’ambito: assieme ai Gama Bomb, originari dell’Irlanda del Nord, possono essere ritenuti tra le reclute più autorevoli di tutta l’isola nonostante la breve discografia. L’unico album realizzato, Welcome to the Psyko Ward, è un chiaro esempio di thrash diretto, feroce e frenetico, con riff veloci e taglienti di stampo old-school ma che ricordano anche l’attitudine tipica dell’hardcore punk, le cui influenze si notano decisamente durante l’ascolto.
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