
La vita dei musicisti è spesso immaginata tutta rosa e fiori, ma anche piena di eccessi tra sesso, alcol, abuso di droghe e chi più ne ha più ne metta. Spesso, però, molte di queste abitudini influiscono sulla loro salute, portandoli ad affrontare problemi fisici e malattie gravi da cui alle volte, purtroppo, non guariscono.
Molti artisti del mondo del metal, tra le tante disgrazie esistenti, hanno avuto a che fare con il tumore e alcuni di loro non sono sopravvissuti: è il caso di Eddie van Halen, colpito da una neoplasia al cervello; del mitico Chuck Schuldiner, deceduto per lo stesso motivo… e anche del leggendario Lemmy Kilmister che, già sofferente di diabete, aritmia cardiaca e ipertensione, venne fulminato da un cancro alla gola.
Ma, per fortuna, ci sono stati altrettanti casi di musicisti che hanno vinto contro la malattia e sono tornati in attività, continuando la propria carriera e arrivando spesso ad importanti traguardi.
La vita dei musicisti è spesso immaginata tutta rosa e fiori, ma anche piena di eccessi tra sesso, alcol, abuso di droghe e chi più ne ha più ne metta. Spesso, però, molte di queste abitudini influiscono sulla loro salute, portandoli ad affrontare problemi fisici e malattie gravi da cui alle volte, purtroppo, non guariscono.
Molti artisti del mondo del metal, tra le tante disgrazie esistenti, hanno avuto a che fare con il tumore e alcuni di loro non sono sopravvissuti: è il caso di Eddie van Halen, colpito da una neoplasia al cervello; del mitico Chuck Schuldiner, deceduto per lo stesso motivo… e anche del leggendario Lemmy Kilmister che, già sofferente di diabete, aritmia cardiaca e ipertensione, venne fulminato da un cancro alla gola.
Ma, per fortuna, ci sono stati altrettanti casi di musicisti che hanno vinto contro la malattia e sono tornati in attività, continuando la propria carriera e arrivando spesso ad importanti traguardi.Non è comune collegare un genere come il metal ai politici, soprattutto i più anziani, ma anche tra di loro si possono trovare molti appassionati. Alcuni sono fan sfegatati, altri veri e propri musicisti, i quali riescono sempre a trovare, tra le campagne elettorali e le varie interviste, il modo di dedicarsi alla propria passione e a mostrarla esplicitamente in ogni contesto.
La vita dei musicisti è spesso immaginata tutta rosa e fiori, ma anche piena di eccessi tra sesso, alcol, abuso di droghe e chi più ne ha più ne metta. Spesso, però, molte di queste abitudini influiscono sulla loro salute, portandoli ad affrontare problemi fisici e malattie gravi da cui alle volte, purtroppo, non guariscono.
Molti artisti del mondo del metal, tra le tante disgrazie esistenti, hanno avuto a che fare con il tumore e alcuni di loro non sono sopravvissuti: è il caso di Eddie van Halen, colpito da una neoplasia al cervello; del mitico Chuck Schuldiner, deceduto per lo stesso motivo… e anche del leggendario Lemmy Kilmister che, già sofferente di diabete, aritmia cardiaca e ipertensione, venne fulminato da un cancro alla gola.
Ma, per fortuna, ci sono stati altrettanti casi di musicisti che hanno vinto contro la malattia e sono tornati in attività, continuando la propria carriera e arrivando spesso ad importanti traguardi.
La vita dei musicisti è spesso immaginata tutta rosa e fiori, ma anche piena di eccessi tra sesso, alcol, abuso di droghe e chi più ne ha più ne metta. Spesso, però, molte di queste abitudini influiscono sulla loro salute, portandoli ad affrontare problemi fisici e malattie gravi da cui alle volte, purtroppo, non guariscono.
Molti artisti del mondo del metal, tra le tante disgrazie esistenti, hanno avuto a che fare con il tumore e alcuni di loro non sono sopravvissuti: è il caso di Eddie van Halen, colpito da una neoplasia al cervello; del mitico Chuck Schuldiner, deceduto per lo stesso motivo… e anche del leggendario Lemmy Kilmister che, già sofferente di diabete, aritmia cardiaca e ipertensione, venne fulminato da un cancro alla gola.
Ma, per fortuna, ci sono stati altrettanti casi di musicisti che hanno vinto contro la malattia e sono tornati in attività, continuando la propria carriera e arrivando spesso ad importanti traguardi.
La vita dei musicisti è spesso immaginata tutta rosa e fiori, ma anche piena di eccessi tra sesso, alcol, abuso di droghe e chi più ne ha più ne metta. Spesso, però, molte di queste abitudini influiscono sulla loro salute, portandoli ad affrontare problemi fisici e malattie gravi da cui alle volte, purtroppo, non guariscono.
Molti artisti del mondo del metal, tra le tante disgrazie esistenti, hanno avuto a che fare con il tumore e alcuni di loro non sono sopravvissuti: è il caso di Eddie van Halen, colpito da una neoplasia al cervello; del mitico Chuck Schuldiner, deceduto per lo stesso motivo… e anche del leggendario Lemmy Kilmister che, già sofferente di diabete, aritmia cardiaca e ipertensione, venne fulminato da un cancro alla gola.
Ma, per fortuna, ci sono stati altrettanti casi di musicisti che hanno vinto contro la malattia e sono tornati in attività, continuando la propria carriera e arrivando spesso ad importanti traguardi.
Questo è ciò che è successo ad alcuni musicisti: c’è chi ha scontato (o sta scontando) una pena per aver compiuto vere e proprie pazzie, mentre altri ancora sono stati in carcere per ragioni di più lieve entità o prima di essere stati assolti da crimini che non hanno mai commesso.

La storia di Tony Iommi risale a fine 2011, anno in cui i suoi Black Sabbath decidono di riunirsi con la formazione originale dopo tanti anni di inattività. Una notizia fantastica per il mondo del metal e della musica in generale, rovinata però da un’altra molto cattiva. Il chitarrista, in quel periodo, si accorge di avere un bozzo all’inguine che crede sia correlato ad un problema alla prostata. Il tempo passa, ma le sue condizioni di salute peggiorano, e quando si opera alla ghiandola i medici gli diagnosticano un linfoma. Inizia quindi la chemioterapia con annesso un farmaco per via orale e, dopo vari mesi, arriva la remissione della malattia, con la conseguente soddisfazione di poter svolgere il tour mondiale con la band più importante di sempre.
La storia di Tony Iommi risale a fine 2011, anno in cui i suoi Black Sabbath decidono di riunirsi con la formazione originale dopo tanti anni di inattività. Una notizia fantastica per il mondo del metal e della musica in generale, rovinata però da un’altra molto cattiva. Il chitarrista, in quel periodo, si accorge di avere un bozzo all’inguine che crede sia correlato ad un problema alla prostata. Il tempo passa, ma le sue condizioni di salute peggiorano, e quando si opera alla ghiandola i medici gli diagnosticano un linfoma. Inizia quindi la chemioterapia con annesso un farmaco per via orale e, dopo vari mesi, arriva la remissione della malattia, con la conseguente soddisfazione di poter svolgere il tour mondiale con la band più importante di sempre.
La storia di Tony Iommi risale a fine 2011, anno in cui i suoi Black Sabbath decidono di riunirsi con la formazione originale dopo tanti anni di inattività. Una notizia fantastica per il mondo del metal e della musica in generale, rovinata però da un’altra molto cattiva. Il chitarrista, in quel periodo, si accorge di avere un bozzo all’inguine che crede sia correlato ad un problema alla prostata. Il tempo passa, ma le sue condizioni di salute peggiorano, e quando si opera alla ghiandola i medici gli diagnosticano un linfoma. Inizia quindi la chemioterapia con annesso un farmaco per via orale e, dopo vari mesi, arriva la remissione della malattia, con la conseguente soddisfazione di poter svolgere il tour mondiale con la band più importante di sempre.
La storia di Tony Iommi risale a fine 2011, anno in cui i suoi Black Sabbath decidono di riunirsi con la formazione originale dopo tanti anni di inattività. Una notizia fantastica per il mondo del metal e della musica in generale, rovinata però da un’altra molto cattiva. Il chitarrista, in quel periodo, si accorge di avere un bozzo all’inguine che crede sia correlato ad un problema alla prostata. Il tempo passa, ma le sue condizioni di salute peggiorano, e quando si opera alla ghiandola i medici gli diagnosticano un linfoma. Inizia quindi la chemioterapia con annesso un farmaco per via orale e, dopo vari mesi, arriva la remissione della malattia, con la conseguente soddisfazione di poter svolgere il tour mondiale con la band più importante di sempre.
La storia di Tony Iommi risale a fine 2011, anno in cui i suoi Black Sabbath decidono di riunirsi con la formazione originale dopo tanti anni di inattività. Una notizia fantastica per il mondo del metal e della musica in generale, rovinata però da un’altra molto cattiva. Il chitarrista, in quel periodo, si accorge di avere un bozzo all’inguine che crede sia correlato ad un problema alla prostata. Il tempo passa, ma le sue condizioni di salute peggiorano, e quando si opera alla ghiandola i medici gli diagnosticano un linfoma. Inizia quindi la chemioterapia con annesso un farmaco per via orale e, dopo vari mesi, arriva la remissione della malattia, con la conseguente soddisfazione di poter svolgere il tour mondiale con la band più importante di sempre.

Se Rob Halford è diventato una leggenda per la sua carriera con i Judas Priest, può essere considerato tale anche per aver sconfitto non uno, ma ben due tumori. Tutto inizia nel 2020, in piena epoca covid, quando durante il lockdown accusa in maniera più acuta dei dolori al basso ventre che già percepiva in periodi precedenti. Dopo controlli specifici, purtroppo, arriva la diagnosi: un cancro alla prostata. La malattia, per fortuna, è in stadio iniziale e gli viene asportata con un intervento chirurgico, ma dopo un anno ha una recidiva che lo costringe a sottoporsi alla radioterapia per circa un mese. Il male è stato sconfitto, ma nel frattempo se ne ripresenta un altro all’appendice che viene rimosso in tempo con un’altra operazione, mettendo la parola “fine” sul suo grande calvario e riprendendo in mano la sua vita e la sua carriera. Dopo queste esperienze a lieto fine, il soprannome di Metal God assume decisamente un altro significato.
Se Rob Halford è diventato una leggenda per la sua carriera con i Judas Priest, può essere considerato tale anche per aver sconfitto non uno, ma ben due tumori. Tutto inizia nel 2020, in piena epoca covid, quando durante il lockdown accusa in maniera più acuta dei dolori al basso ventre che già percepiva in periodi precedenti. Dopo controlli specifici, purtroppo, arriva la diagnosi: un cancro alla prostata. La malattia, per fortuna, è in stadio iniziale e gli viene asportata con un intervento chirurgico, ma dopo un anno ha una recidiva che lo costringe a sottoporsi alla radioterapia per circa un mese. Il male è stato sconfitto, ma nel frattempo se ne ripresenta un altro all’appendice che viene rimosso in tempo con un’altra operazione, mettendo la parola “fine” sul suo grande calvario e riprendendo in mano la sua vita e la sua carriera. Dopo queste esperienze a lieto fine, il soprannome di Metal God assume decisamente un altro significato.
Se Rob Halford è diventato una leggenda per la sua carriera con i Judas Priest, può essere considerato tale anche per aver sconfitto non uno, ma ben due tumori. Tutto inizia nel 2020, in piena epoca covid, quando durante il lockdown accusa in maniera più acuta dei dolori al basso ventre che già percepiva in periodi precedenti. Dopo controlli specifici, purtroppo, arriva la diagnosi: un cancro alla prostata. La malattia, per fortuna, è in stadio iniziale e gli viene asportata con un intervento chirurgico, ma dopo un anno ha una recidiva che lo costringe a sottoporsi alla radioterapia per circa un mese. Il male è stato sconfitto, ma nel frattempo se ne ripresenta un altro all’appendice che viene rimosso in tempo con un’altra operazione, mettendo la parola “fine” sul suo grande calvario e riprendendo in mano la sua vita e la sua carriera. Dopo queste esperienze a lieto fine, il soprannome di Metal God assume decisamente un altro significato.
Se Rob Halford è diventato una leggenda per la sua carriera con i Judas Priest, può essere considerato tale anche per aver sconfitto non uno, ma ben due tumori. Tutto inizia nel 2020, in piena epoca covid, quando durante il lockdown accusa in maniera più acuta dei dolori al basso ventre che già percepiva in periodi precedenti. Dopo controlli specifici, purtroppo, arriva la diagnosi: un cancro alla prostata. La malattia, per fortuna, è in stadio iniziale e gli viene asportata con un intervento chirurgico, ma dopo un anno ha una recidiva che lo costringe a sottoporsi alla radioterapia per circa un mese. Il male è stato sconfitto, ma nel frattempo se ne ripresenta un altro all’appendice che viene rimosso in tempo con un’altra operazione, mettendo la parola “fine” sul suo grande calvario e riprendendo in mano la sua vita e la sua carriera. Dopo queste esperienze a lieto fine, il soprannome di Metal God assume decisamente un altro significato.
Se Rob Halford è diventato una leggenda per la sua carriera con i Judas Priest, può essere considerato tale anche per aver sconfitto non uno, ma ben due tumori. Tutto inizia nel 2020, in piena epoca covid, quando durante il lockdown accusa in maniera più acuta dei dolori al basso ventre che già percepiva in periodi precedenti. Dopo controlli specifici, purtroppo, arriva la diagnosi: un cancro alla prostata. La malattia, per fortuna, è in stadio iniziale e gli viene asportata con un intervento chirurgico, ma dopo un anno ha una recidiva che lo costringe a sottoporsi alla radioterapia per circa un mese. Il male è stato sconfitto, ma nel frattempo se ne ripresenta un altro all’appendice che viene rimosso in tempo con un’altra operazione, mettendo la parola “fine” sul suo grande calvario e riprendendo in mano la sua vita e la sua carriera. Dopo queste esperienze a lieto fine, il soprannome di Metal God assume decisamente un altro significato.

La vicenda di Dave Mustaine inizia nel 2019, quando con i suoi Megadeth lavora al nuovo album in studio. Da un giorno all’altro avverte un dolore insistente alla gola che all'inizio non gli dà preoccupazioni, ma quando si fa visitare dal suo medico arriva una diagnosi seria: il tumore. Dopo la brutta notizia, la band è costretta a fermarsi così come Dave, che affronta 9 cicli di chemioterapia e diversi trattamenti di radioterapia nell’arco di 10 mesi, durante i quali non molla neanche un briciolo del suo fiero e forte carattere. Alla fine sarà lui a trionfare sulla malattia e, dopo il periodo di stallo, i Megadeth tornano in tour. Nella data di Londra del 31 gennaio 2020, il leader della storica band si lascia andare in un discorso toccante in cui afferma di aver avuto la forza di combattere il brutto male dalla sua famiglia, dai suoi fan e dal suo desiderio di continuare a suonare e a vivere. Sentimenti che ha riversato nel nuovo album The Sick, The Dying… and the Dead! (il sedicesimo in carriera) e nei suoi tour successivi. Ci vuole ben altro per fermare Megadave!
La vicenda di Dave Mustaine inizia nel 2019, quando con i suoi Megadeth lavora al nuovo album in studio. Da un giorno all’altro avverte un dolore insistente alla gola che all'inizio non gli dà preoccupazioni, ma quando si fa visitare dal suo medico arriva una diagnosi seria: il tumore. Dopo la brutta notizia, la band è costretta a fermarsi così come Dave, che affronta 9 cicli di chemioterapia e diversi trattamenti di radioterapia nell’arco di 10 mesi, durante i quali non molla neanche un briciolo del suo fiero e forte carattere. Alla fine sarà lui a trionfare sulla malattia e, dopo il periodo di stallo, i Megadeth tornano in tour. Nella data di Londra del 31 gennaio 2020, il leader della storica band si lascia andare in un discorso toccante in cui afferma di aver avuto la forza di combattere il brutto male dalla sua famiglia, dai suoi fan e dal suo desiderio di continuare a suonare e a vivere. Sentimenti che ha riversato nel nuovo album The Sick, The Dying… and the Dead! (il sedicesimo in carriera) e nei suoi tour successivi. Ci vuole ben altro per fermare Megadave!
La vicenda di Dave Mustaine inizia nel 2019, quando con i suoi Megadeth lavora al nuovo album in studio. Da un giorno all’altro avverte un dolore insistente alla gola che all'inizio non gli dà preoccupazioni, ma quando si fa visitare dal suo medico arriva una diagnosi seria: il tumore. Dopo la brutta notizia, la band è costretta a fermarsi così come Dave, che affronta 9 cicli di chemioterapia e diversi trattamenti di radioterapia nell’arco di 10 mesi, durante i quali non molla neanche un briciolo del suo fiero e forte carattere. Alla fine sarà lui a trionfare sulla malattia e, dopo il periodo di stallo, i Megadeth tornano in tour. Nella data di Londra del 31 gennaio 2020, il leader della storica band si lascia andare in un discorso toccante in cui afferma di aver avuto la forza di combattere il brutto male dalla sua famiglia, dai suoi fan e dal suo desiderio di continuare a suonare e a vivere. Sentimenti che ha riversato nel nuovo album The Sick, The Dying… and the Dead! (il sedicesimo in carriera) e nei suoi tour successivi. Ci vuole ben altro per fermare Megadave!
La vicenda di Dave Mustaine inizia nel 2019, quando con i suoi Megadeth lavora al nuovo album in studio. Da un giorno all’altro avverte un dolore insistente alla gola che all'inizio non gli dà preoccupazioni, ma quando si fa visitare dal suo medico arriva una diagnosi seria: il tumore. Dopo la brutta notizia, la band è costretta a fermarsi così come Dave, che affronta 9 cicli di chemioterapia e diversi trattamenti di radioterapia nell’arco di 10 mesi, durante i quali non molla neanche un briciolo del suo fiero e forte carattere. Alla fine sarà lui a trionfare sulla malattia e, dopo il periodo di stallo, i Megadeth tornano in tour. Nella data di Londra del 31 gennaio 2020, il leader della storica band si lascia andare in un discorso toccante in cui afferma di aver avuto la forza di combattere il brutto male dalla sua famiglia, dai suoi fan e dal suo desiderio di continuare a suonare e a vivere. Sentimenti che ha riversato nel nuovo album The Sick, The Dying… and the Dead! (il sedicesimo in carriera) e nei suoi tour successivi. Ci vuole ben altro per fermare Megadave!
La vicenda di Dave Mustaine inizia nel 2019, quando con i suoi Megadeth lavora al nuovo album in studio. Da un giorno all’altro avverte un dolore insistente alla gola che all'inizio non gli dà preoccupazioni, ma quando si fa visitare dal suo medico arriva una diagnosi seria: il tumore. Dopo la brutta notizia, la band è costretta a fermarsi così come Dave, che affronta 9 cicli di chemioterapia e diversi trattamenti di radioterapia nell’arco di 10 mesi, durante i quali non molla neanche un briciolo del suo fiero e forte carattere. Alla fine sarà lui a trionfare sulla malattia e, dopo il periodo di stallo, i Megadeth tornano in tour. Nella data di Londra del 31 gennaio 2020, il leader della storica band si lascia andare in un discorso toccante in cui afferma di aver avuto la forza di combattere il brutto male dalla sua famiglia, dai suoi fan e dal suo desiderio di continuare a suonare e a vivere. Sentimenti che ha riversato nel nuovo album The Sick, The Dying… and the Dead! (il sedicesimo in carriera) e nei suoi tour successivi. Ci vuole ben altro per fermare Megadave!

Presentare e descrivere Bruce Dickinson? Non serve. La sua figura è molto importante per l’heavy metal e nessuno, ad oggi, sarebbe in grado di immaginare gli Iron Maiden senza di lui. Ma c’è stato un periodo in cui, purtroppo, questa ipotesi rischiava di realizzarsi. Nel 2015, poco prima di Natale, il cantante viene visitato dal suo medico per un normale controllo, al termine del quale gli viene diagnosticato un tumore nella parte posteriore della lingua. Fortunatamente, la malattia viene scoperta al suo stadio iniziale e ci vorranno solo due mesi di chemio e radioterapia per sconfiggerla. In realtà, alla fine delle cure, Dickinson afferma di aver avuto due masse tumorali (la seconda sul collo), ma che sono state combattute e sconfitte nello stesso periodo e con le stesse procedure mediche.
Presentare e descrivere Bruce Dickinson? Non serve. La sua figura è molto importante per l’heavy metal e nessuno, ad oggi, sarebbe in grado di immaginare gli Iron Maiden senza di lui. Ma c’è stato un periodo in cui, purtroppo, questa ipotesi rischiava di realizzarsi. Nel 2015, poco prima di Natale, il cantante viene visitato dal suo medico per un normale controllo, al termine del quale gli viene diagnosticato un tumore nella parte posteriore della lingua. Fortunatamente, la malattia viene scoperta al suo stadio iniziale e ci vorranno solo due mesi di chemio e radioterapia per sconfiggerla. In realtà, alla fine delle cure, Dickinson afferma di aver avuto due masse tumorali (la seconda sul collo), ma che sono state combattute e sconfitte nello stesso periodo e con le stesse procedure mediche.
Presentare e descrivere Bruce Dickinson? Non serve. La sua figura è molto importante per l’heavy metal e nessuno, ad oggi, sarebbe in grado di immaginare gli Iron Maiden senza di lui. Ma c’è stato un periodo in cui, purtroppo, questa ipotesi rischiava di realizzarsi. Nel 2015, poco prima di Natale, il cantante viene visitato dal suo medico per un normale controllo, al termine del quale gli viene diagnosticato un tumore nella parte posteriore della lingua. Fortunatamente, la malattia viene scoperta al suo stadio iniziale e ci vorranno solo due mesi di chemio e radioterapia per sconfiggerla. In realtà, alla fine delle cure, Dickinson afferma di aver avuto due masse tumorali (la seconda sul collo), ma che sono state combattute e sconfitte nello stesso periodo e con le stesse procedure mediche.
Presentare e descrivere Bruce Dickinson? Non serve. La sua figura è molto importante per l’heavy metal e nessuno, ad oggi, sarebbe in grado di immaginare gli Iron Maiden senza di lui. Ma c’è stato un periodo in cui, purtroppo, questa ipotesi rischiava di realizzarsi. Nel 2015, poco prima di Natale, il cantante viene visitato dal suo medico per un normale controllo, al termine del quale gli viene diagnosticato un tumore nella parte posteriore della lingua. Fortunatamente, la malattia viene scoperta al suo stadio iniziale e ci vorranno solo due mesi di chemio e radioterapia per sconfiggerla. In realtà, alla fine delle cure, Dickinson afferma di aver avuto due masse tumorali (la seconda sul collo), ma che sono state combattute e sconfitte nello stesso periodo e con le stesse procedure mediche.
Presentare e descrivere Bruce Dickinson? Non serve. La sua figura è molto importante per l’heavy metal e nessuno, ad oggi, sarebbe in grado di immaginare gli Iron Maiden senza di lui. Ma c’è stato un periodo in cui, purtroppo, questa ipotesi rischiava di realizzarsi. Nel 2015, poco prima di Natale, il cantante viene visitato dal suo medico per un normale controllo, al termine del quale gli viene diagnosticato un tumore nella parte posteriore della lingua. Fortunatamente, la malattia viene scoperta al suo stadio iniziale e ci vorranno solo due mesi di chemio e radioterapia per sconfiggerla. In realtà, alla fine delle cure, Dickinson afferma di aver avuto due masse tumorali (la seconda sul collo), ma che sono state combattute e sconfitte nello stesso periodo e con le stesse procedure mediche.

La stessa sorte di Bruce Dickinson è capitata ad un altro membro degli Iron Maiden, ovvero Nicko McBrain. Il batterista, nel pieno della pandemia, si accorge di un cambiamento timbrico della sua voce. Una volta visitato, è stato sottoposoto ad un’endoscopia, che ha rilevato una massa tumorale a livello delle corde vocali. Viene così operato d’urgenza, con la completa rimozione della neoplasia che gli ha risparmiato un percorso di guarigione più lungo e faticoso, permettendogli di tornare a calcare i palchi di tutto il mondo. La vicenda di McBrain, al contrario del suo collega, non è stata mai diffusa all’epoca dei fatti: è l’Università di Miami che nel 2021, sul sito del dipartimento di medicina, pubblica un’intervista esclusiva in cui il musicista racconta l’accaduto, facendo piombare la notizia sul mondo della musica come un fulmine a ciel sereno. È un lieto fine, sì, ma lo sgomento c’è stato eccome.
La stessa sorte di Bruce Dickinson è capitata ad un altro membro degli Iron Maiden, ovvero Nicko McBrain. Il batterista, nel pieno della pandemia, si accorge di un cambiamento timbrico della sua voce. Una volta visitato, è stato sottoposoto ad un’endoscopia, che ha rilevato una massa tumorale a livello delle corde vocali. Viene così operato d’urgenza, con la completa rimozione della neoplasia che gli ha risparmiato un percorso di guarigione più lungo e faticoso, permettendogli di tornare a calcare i palchi di tutto il mondo. La vicenda di McBrain, al contrario del suo collega, non è stata mai diffusa all’epoca dei fatti: è l’Università di Miami che nel 2021, sul sito del dipartimento di medicina, pubblica un’intervista esclusiva in cui il musicista racconta l’accaduto, facendo piombare la notizia sul mondo della musica come un fulmine a ciel sereno. È un lieto fine, sì, ma lo sgomento c’è stato eccome.
La stessa sorte di Bruce Dickinson è capitata ad un altro membro degli Iron Maiden, ovvero Nicko McBrain. Il batterista, nel pieno della pandemia, si accorge di un cambiamento timbrico della sua voce. Una volta visitato, è stato sottoposoto ad un’endoscopia, che ha rilevato una massa tumorale a livello delle corde vocali. Viene così operato d’urgenza, con la completa rimozione della neoplasia che gli ha risparmiato un percorso di guarigione più lungo e faticoso, permettendogli di tornare a calcare i palchi di tutto il mondo. La vicenda di McBrain, al contrario del suo collega, non è stata mai diffusa all’epoca dei fatti: è l’Università di Miami che nel 2021, sul sito del dipartimento di medicina, pubblica un’intervista esclusiva in cui il musicista racconta l’accaduto, facendo piombare la notizia sul mondo della musica come un fulmine a ciel sereno. È un lieto fine, sì, ma lo sgomento c’è stato eccome.
La stessa sorte di Bruce Dickinson è capitata ad un altro membro degli Iron Maiden, ovvero Nicko McBrain. Il batterista, nel pieno della pandemia, si accorge di un cambiamento timbrico della sua voce. Una volta visitato, è stato sottoposoto ad un’endoscopia, che ha rilevato una massa tumorale a livello delle corde vocali. Viene così operato d’urgenza, con la completa rimozione della neoplasia che gli ha risparmiato un percorso di guarigione più lungo e faticoso, permettendogli di tornare a calcare i palchi di tutto il mondo. La vicenda di McBrain, al contrario del suo collega, non è stata mai diffusa all’epoca dei fatti: è l’Università di Miami che nel 2021, sul sito del dipartimento di medicina, pubblica un’intervista esclusiva in cui il musicista racconta l’accaduto, facendo piombare la notizia sul mondo della musica come un fulmine a ciel sereno. È un lieto fine, sì, ma lo sgomento c’è stato eccome.
La stessa sorte di Bruce Dickinson è capitata ad un altro membro degli Iron Maiden, ovvero Nicko McBrain. Il batterista, nel pieno della pandemia, si accorge di un cambiamento timbrico della sua voce. Una volta visitato, è stato sottoposoto ad un’endoscopia, che ha rilevato una massa tumorale a livello delle corde vocali. Viene così operato d’urgenza, con la completa rimozione della neoplasia che gli ha risparmiato un percorso di guarigione più lungo e faticoso, permettendogli di tornare a calcare i palchi di tutto il mondo. La vicenda di McBrain, al contrario del suo collega, non è stata mai diffusa all’epoca dei fatti: è l’Università di Miami che nel 2021, sul sito del dipartimento di medicina, pubblica un’intervista esclusiva in cui il musicista racconta l’accaduto, facendo piombare la notizia sul mondo della musica come un fulmine a ciel sereno. È un lieto fine, sì, ma lo sgomento c’è stato eccome.

Quando si vede per la prima volta Chuck Billy dal vivo, con il suo fisico imponente e la sua attitudine da combattente, si pensa che nulla possa abbatterlo. E in fin dei conti è così, perché finora niente e nessuno è mai riuscito a fermarlo, neanche un tumore maligno e molto aggressivo. Nel 2001, al leader dei Testament viene diagnosticato un seminoma, una neoplasia che di solito colpisce i testicoli e più raramente il mediastino. Il suo caso, però, si rivela ben più grave, perché la massa tumorale gli cresce da entrambe le parti mettendo a serio rischio i polmoni e il cuore. Viene quindi subito operato, affrontando un duro percorso di chemioterapia assieme ad un'altra cura spirituale con uno sciamano che, incontro dopo incontro, lo aiuta psicologicamente a combattere la malattia. E non solo: anche i suoi colleghi, in primis Alex Skolnick, lo aiutano nelle spese mediche organizzando nel mese di agosto un concerto di beneficenza in suo onore, il Thrash of the Titans, con varie band della Bay Area tra cui Vio-lence, Exodus, Death Angel e Heathen. Alla fine, Billy guarisce e torna in pista con i suoi compagni, continuando a vivere una carriera da assoluto protagonista.
Quando si vede per la prima volta Chuck Billy dal vivo, con il suo fisico imponente e la sua attitudine da combattente, si pensa che nulla possa abbatterlo. E in fin dei conti è così, perché finora niente e nessuno è mai riuscito a fermarlo, neanche un tumore maligno e molto aggressivo. Nel 2001, al leader dei Testament viene diagnosticato un seminoma, una neoplasia che di solito colpisce i testicoli e più raramente il mediastino. Il suo caso, però, si rivela ben più grave, perché la massa tumorale gli cresce da entrambe le parti mettendo a serio rischio i polmoni e il cuore. Viene quindi subito operato, affrontando un duro percorso di chemioterapia assieme ad un'altra cura spirituale con uno sciamano che, incontro dopo incontro, lo aiuta psicologicamente a combattere la malattia. E non solo: anche i suoi colleghi, in primis Alex Skolnick, lo aiutano nelle spese mediche organizzando nel mese di agosto un concerto di beneficenza in suo onore, il Thrash of the Titans, con varie band della Bay Area tra cui Vio-lence, Exodus, Death Angel e Heathen. Alla fine, Billy guarisce e torna in pista con i suoi compagni, continuando a vivere una carriera da assoluto protagonista.
Quando si vede per la prima volta Chuck Billy dal vivo, con il suo fisico imponente e la sua attitudine da combattente, si pensa che nulla possa abbatterlo. E in fin dei conti è così, perché finora niente e nessuno è mai riuscito a fermarlo, neanche un tumore maligno e molto aggressivo. Nel 2001, al leader dei Testament viene diagnosticato un seminoma, una neoplasia che di solito colpisce i testicoli e più raramente il mediastino. Il suo caso, però, si rivela ben più grave, perché la massa tumorale gli cresce da entrambe le parti mettendo a serio rischio i polmoni e il cuore. Viene quindi subito operato, affrontando un duro percorso di chemioterapia assieme ad un'altra cura spirituale con uno sciamano che, incontro dopo incontro, lo aiuta psicologicamente a combattere la malattia. E non solo: anche i suoi colleghi, in primis Alex Skolnick, lo aiutano nelle spese mediche organizzando nel mese di agosto un concerto di beneficenza in suo onore, il Thrash of the Titans, con varie band della Bay Area tra cui Vio-lence, Exodus, Death Angel e Heathen. Alla fine, Billy guarisce e torna in pista con i suoi compagni, continuando a vivere una carriera da assoluto protagonista.
Quando si vede per la prima volta Chuck Billy dal vivo, con il suo fisico imponente e la sua attitudine da combattente, si pensa che nulla possa abbatterlo. E in fin dei conti è così, perché finora niente e nessuno è mai riuscito a fermarlo, neanche un tumore maligno e molto aggressivo. Nel 2001, al leader dei Testament viene diagnosticato un seminoma, una neoplasia che di solito colpisce i testicoli e più raramente il mediastino. Il suo caso, però, si rivela ben più grave, perché la massa tumorale gli cresce da entrambe le parti mettendo a serio rischio i polmoni e il cuore. Viene quindi subito operato, affrontando un duro percorso di chemioterapia assieme ad un'altra cura spirituale con uno sciamano che, incontro dopo incontro, lo aiuta psicologicamente a combattere la malattia. E non solo: anche i suoi colleghi, in primis Alex Skolnick, lo aiutano nelle spese mediche organizzando nel mese di agosto un concerto di beneficenza in suo onore, il Thrash of the Titans, con varie band della Bay Area tra cui Vio-lence, Exodus, Death Angel e Heathen. Alla fine, Billy guarisce e torna in pista con i suoi compagni, continuando a vivere una carriera da assoluto protagonista.
Quando si vede per la prima volta Chuck Billy dal vivo, con il suo fisico imponente e la sua attitudine da combattente, si pensa che nulla possa abbatterlo. E in fin dei conti è così, perché finora niente e nessuno è mai riuscito a fermarlo, neanche un tumore maligno e molto aggressivo. Nel 2001, al leader dei Testament viene diagnosticato un seminoma, una neoplasia che di solito colpisce i testicoli e più raramente il mediastino. Il suo caso, però, si rivela ben più grave, perché la massa tumorale gli cresce da entrambe le parti mettendo a serio rischio i polmoni e il cuore. Viene quindi subito operato, affrontando un duro percorso di chemioterapia assieme ad un'altra cura spirituale con uno sciamano che, incontro dopo incontro, lo aiuta psicologicamente a combattere la malattia. E non solo: anche i suoi colleghi, in primis Alex Skolnick, lo aiutano nelle spese mediche organizzando nel mese di agosto un concerto di beneficenza in suo onore, il Thrash of the Titans, con varie band della Bay Area tra cui Vio-lence, Exodus, Death Angel e Heathen. Alla fine, Billy guarisce e torna in pista con i suoi compagni, continuando a vivere una carriera da assoluto protagonista.

La resilienza è una qualità che appartiene a tanti artisti, tra cui Bobby “Blitz” Ellsworth. Il frontman degli Overkill ha sempre tenuto in alto il nome della sua band grazie al suo carisma che mostra puntualmente durante gli spettacoli dal vivo. E una enorme dose di carisma l’ha mostrata anche e soprattutto durante il periodo più difficile della sua vita. Nel 1998 gli viene diagnosticato un tumore aggressivo al naso, notizia che lo costringe a fermare temporaneamente la sua attività musicale. Viene dunque sottoposto rapidamente a un delicatissimo intervento chirurgico che, nonostante l'esito positivo, prevede una riabilitazione tutt'altro che semplice. Dopo quasi un anno di cure e controlli medici serrati, Bobby torna in forma smagliante, ma nel 2002 accade un altro spiacevole avvenimento: durante un concerto in Germania, il cantante accusa un malore sul palco, venendo portato subito in ospedale. I medici gli diagnosticano un ictus lieve e, anche in questo caso, il destino sembra avverso. Ma dopo alcune settimane di recupero e controlli, riesce a riprendersi completamente tornando a calcare i palchi di tutto il mondo.
La resilienza è una qualità che appartiene a tanti artisti, tra cui Bobby “Blitz” Ellsworth. Il frontman degli Overkill ha sempre tenuto in alto il nome della sua band grazie al suo carisma che mostra puntualmente durante gli spettacoli dal vivo. E una enorme dose di carisma l’ha mostrata anche e soprattutto durante il periodo più difficile della sua vita. Nel 1998 gli viene diagnosticato un tumore aggressivo al naso, notizia che lo costringe a fermare temporaneamente la sua attività musicale. Viene dunque sottoposto rapidamente a un delicatissimo intervento chirurgico che, nonostante l'esito positivo, prevede una riabilitazione tutt'altro che semplice. Dopo quasi un anno di cure e controlli medici serrati, Bobby torna in forma smagliante, ma nel 2002 accade un altro spiacevole avvenimento: durante un concerto in Germania, il cantante accusa un malore sul palco, venendo portato subito in ospedale. I medici gli diagnosticano un ictus lieve e, anche in questo caso, il destino sembra avverso. Ma dopo alcune settimane di recupero e controlli, riesce a riprendersi completamente tornando a calcare i palchi di tutto il mondo.
La resilienza è una qualità che appartiene a tanti artisti, tra cui Bobby “Blitz” Ellsworth. Il frontman degli Overkill ha sempre tenuto in alto il nome della sua band grazie al suo carisma che mostra puntualmente durante gli spettacoli dal vivo. E una enorme dose di carisma l’ha mostrata anche e soprattutto durante il periodo più difficile della sua vita. Nel 1998 gli viene diagnosticato un tumore aggressivo al naso, notizia che lo costringe a fermare temporaneamente la sua attività musicale. Viene dunque sottoposto rapidamente a un delicatissimo intervento chirurgico che, nonostante l'esito positivo, prevede una riabilitazione tutt'altro che semplice. Dopo quasi un anno di cure e controlli medici serrati, Bobby torna in forma smagliante, ma nel 2002 accade un altro spiacevole avvenimento: durante un concerto in Germania, il cantante accusa un malore sul palco, venendo portato subito in ospedale. I medici gli diagnosticano un ictus lieve e, anche in questo caso, il destino sembra avverso. Ma dopo alcune settimane di recupero e controlli, riesce a riprendersi completamente tornando a calcare i palchi di tutto il mondo.
La resilienza è una qualità che appartiene a tanti artisti, tra cui Bobby “Blitz” Ellsworth. Il frontman degli Overkill ha sempre tenuto in alto il nome della sua band grazie al suo carisma che mostra puntualmente durante gli spettacoli dal vivo. E una enorme dose di carisma l’ha mostrata anche e soprattutto durante il periodo più difficile della sua vita. Nel 1998 gli viene diagnosticato un tumore aggressivo al naso, notizia che lo costringe a fermare temporaneamente la sua attività musicale. Viene dunque sottoposto rapidamente a un delicatissimo intervento chirurgico che, nonostante l'esito positivo, prevede una riabilitazione tutt'altro che semplice. Dopo quasi un anno di cure e controlli medici serrati, Bobby torna in forma smagliante, ma nel 2002 accade un altro spiacevole avvenimento: durante un concerto in Germania, il cantante accusa un malore sul palco, venendo portato subito in ospedale. I medici gli diagnosticano un ictus lieve e, anche in questo caso, il destino sembra avverso. Ma dopo alcune settimane di recupero e controlli, riesce a riprendersi completamente tornando a calcare i palchi di tutto il mondo.
La resilienza è una qualità che appartiene a tanti artisti, tra cui Bobby “Blitz” Ellsworth. Il frontman degli Overkill ha sempre tenuto in alto il nome della sua band grazie al suo carisma che mostra puntualmente durante gli spettacoli dal vivo. E una enorme dose di carisma l’ha mostrata anche e soprattutto durante il periodo più difficile della sua vita. Nel 1998 gli viene diagnosticato un tumore aggressivo al naso, notizia che lo costringe a fermare temporaneamente la sua attività musicale. Viene dunque sottoposto rapidamente a un delicatissimo intervento chirurgico che, nonostante l'esito positivo, prevede una riabilitazione tutt'altro che semplice. Dopo quasi un anno di cure e controlli medici serrati, Bobby torna in forma smagliante, ma nel 2002 accade un altro spiacevole avvenimento: durante un concerto in Germania, il cantante accusa un malore sul palco, venendo portato subito in ospedale. I medici gli diagnosticano un ictus lieve e, anche in questo caso, il destino sembra avverso. Ma dopo alcune settimane di recupero e controlli, riesce a riprendersi completamente tornando a calcare i palchi di tutto il mondo.

Adam Darski, in arte Nergal, è ormai un personaggio ben noto nel mondo del metal, sia per la sua band, i Behemoth, tra le più apprezzate in Polonia e nel resto del mondo, sia per i suoi atteggiamenti provocatori nei confronti dei perbenisti e dei religiosi. Meno nota, invece, è la sua triste vicenda che risale al 2010, anno in cui scopre di essere a rischio di morte. Nel mese di agosto, viene ricoverato d’urgenza a Danzica per l’aggravarsi di una leucemia, e il suo destino sembra già segnato perché la chemioterapia risulta inefficace. L’unico rimedio rimasto è il trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile: la ricerca è intensa e disperata, e anche la sua fidanzata Doda (alias Dorota Rabczewska) si offre volontaria per la donazione, ma senza ottenere risultati. Dopo un mese, Nergal trova finalmente il donatore compatibile, riceve il trapianto e rimane in ospedale fino a gennaio 2011, quando viene dimesso per iniziare la riabilitazione. Gli serve un altro anno per tornare in piena forma, ma alla fine riesce a superare la malattia con successo e a continuare la sua vita senza nessun altro inconveniente.
Adam Darski, in arte Nergal, è ormai un personaggio ben noto nel mondo del metal, sia per la sua band, i Behemoth, tra le più apprezzate in Polonia e nel resto del mondo, sia per i suoi atteggiamenti provocatori nei confronti dei perbenisti e dei religiosi. Meno nota, invece, è la sua triste vicenda che risale al 2010, anno in cui scopre di essere a rischio di morte. Nel mese di agosto, viene ricoverato d’urgenza a Danzica per l’aggravarsi di una leucemia, e il suo destino sembra già segnato perché la chemioterapia risulta inefficace. L’unico rimedio rimasto è il trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile: la ricerca è intensa e disperata, e anche la sua fidanzata Doda (alias Dorota Rabczewska) si offre volontaria per la donazione, ma senza ottenere risultati. Dopo un mese, Nergal trova finalmente il donatore compatibile, riceve il trapianto e rimane in ospedale fino a gennaio 2011, quando viene dimesso per iniziare la riabilitazione. Gli serve un altro anno per tornare in piena forma, ma alla fine riesce a superare la malattia con successo e a continuare la sua vita senza nessun altro inconveniente.
Adam Darski, in arte Nergal, è ormai un personaggio ben noto nel mondo del metal, sia per la sua band, i Behemoth, tra le più apprezzate in Polonia e nel resto del mondo, sia per i suoi atteggiamenti provocatori nei confronti dei perbenisti e dei religiosi. Meno nota, invece, è la sua triste vicenda che risale al 2010, anno in cui scopre di essere a rischio di morte. Nel mese di agosto, viene ricoverato d’urgenza a Danzica per l’aggravarsi di una leucemia, e il suo destino sembra già segnato perché la chemioterapia risulta inefficace. L’unico rimedio rimasto è il trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile: la ricerca è intensa e disperata, e anche la sua fidanzata Doda (alias Dorota Rabczewska) si offre volontaria per la donazione, ma senza ottenere risultati. Dopo un mese, Nergal trova finalmente il donatore compatibile, riceve il trapianto e rimane in ospedale fino a gennaio 2011, quando viene dimesso per iniziare la riabilitazione. Gli serve un altro anno per tornare in piena forma, ma alla fine riesce a superare la malattia con successo e a continuare la sua vita senza nessun altro inconveniente.
Adam Darski, in arte Nergal, è ormai un personaggio ben noto nel mondo del metal, sia per la sua band, i Behemoth, tra le più apprezzate in Polonia e nel resto del mondo, sia per i suoi atteggiamenti provocatori nei confronti dei perbenisti e dei religiosi. Meno nota, invece, è la sua triste vicenda che risale al 2010, anno in cui scopre di essere a rischio di morte. Nel mese di agosto, viene ricoverato d’urgenza a Danzica per l’aggravarsi di una leucemia, e il suo destino sembra già segnato perché la chemioterapia risulta inefficace. L’unico rimedio rimasto è il trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile: la ricerca è intensa e disperata, e anche la sua fidanzata Doda (alias Dorota Rabczewska) si offre volontaria per la donazione, ma senza ottenere risultati. Dopo un mese, Nergal trova finalmente il donatore compatibile, riceve il trapianto e rimane in ospedale fino a gennaio 2011, quando viene dimesso per iniziare la riabilitazione. Gli serve un altro anno per tornare in piena forma, ma alla fine riesce a superare la malattia con successo e a continuare la sua vita senza nessun altro inconveniente.
Adam Darski, in arte Nergal, è ormai un personaggio ben noto nel mondo del metal, sia per la sua band, i Behemoth, tra le più apprezzate in Polonia e nel resto del mondo, sia per i suoi atteggiamenti provocatori nei confronti dei perbenisti e dei religiosi. Meno nota, invece, è la sua triste vicenda che risale al 2010, anno in cui scopre di essere a rischio di morte. Nel mese di agosto, viene ricoverato d’urgenza a Danzica per l’aggravarsi di una leucemia, e il suo destino sembra già segnato perché la chemioterapia risulta inefficace. L’unico rimedio rimasto è il trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile: la ricerca è intensa e disperata, e anche la sua fidanzata Doda (alias Dorota Rabczewska) si offre volontaria per la donazione, ma senza ottenere risultati. Dopo un mese, Nergal trova finalmente il donatore compatibile, riceve il trapianto e rimane in ospedale fino a gennaio 2011, quando viene dimesso per iniziare la riabilitazione. Gli serve un altro anno per tornare in piena forma, ma alla fine riesce a superare la malattia con successo e a continuare la sua vita senza nessun altro inconveniente.

La cantante olandese Floor Jansen, figura di spicco del symphonic metal, è la frontwoman dei Nightwish, con cui, in 10 anni, ha inciso due album e ha intrapreso numerosi tour. Nell’ottobre 2022, però, la sua carriera è costretta a fermarsi per un grave imprevisto: un tumore al seno. La cantante, tramite un annuncio sui social, racconta di averlo scoperto dopo una mammografia di routine e, dopo pochi giorni, viene subito operata per asportare la massa cancerogena. Per fortuna, il calvario dura appena un mese, perché non solo il tumore viene rimosso completamente, ma ulteriori esami escludono i trattamenti radioterapici a cui avrebbe dovuto sottoporsi per eliminare eventuali residui. Così, la Jansen torna subito in tour con i Nightwish, lasciandosi alle spalle una brutta parentesi superata nel migliore dei modi.
La cantante olandese Floor Jansen, figura di spicco del symphonic metal, è la frontwoman dei Nightwish, con cui, in 10 anni, ha inciso due album e ha intrapreso numerosi tour. Nell’ottobre 2022, però, la sua carriera è costretta a fermarsi per un grave imprevisto: un tumore al seno. La cantante, tramite un annuncio sui social, racconta di averlo scoperto dopo una mammografia di routine e, dopo pochi giorni, viene subito operata per asportare la massa cancerogena. Per fortuna, il calvario dura appena un mese, perché non solo il tumore viene rimosso completamente, ma ulteriori esami escludono i trattamenti radioterapici a cui avrebbe dovuto sottoporsi per eliminare eventuali residui. Così, la Jansen torna subito in tour con i Nightwish, lasciandosi alle spalle una brutta parentesi superata nel migliore dei modi.
La cantante olandese Floor Jansen, figura di spicco del symphonic metal, è la frontwoman dei Nightwish, con cui, in 10 anni, ha inciso due album e ha intrapreso numerosi tour. Nell’ottobre 2022, però, la sua carriera è costretta a fermarsi per un grave imprevisto: un tumore al seno. La cantante, tramite un annuncio sui social, racconta di averlo scoperto dopo una mammografia di routine e, dopo pochi giorni, viene subito operata per asportare la massa cancerogena. Per fortuna, il calvario dura appena un mese, perché non solo il tumore viene rimosso completamente, ma ulteriori esami escludono i trattamenti radioterapici a cui avrebbe dovuto sottoporsi per eliminare eventuali residui. Così, la Jansen torna subito in tour con i Nightwish, lasciandosi alle spalle una brutta parentesi superata nel migliore dei modi.
La cantante olandese Floor Jansen, figura di spicco del symphonic metal, è la frontwoman dei Nightwish, con cui, in 10 anni, ha inciso due album e ha intrapreso numerosi tour. Nell’ottobre 2022, però, la sua carriera è costretta a fermarsi per un grave imprevisto: un tumore al seno. La cantante, tramite un annuncio sui social, racconta di averlo scoperto dopo una mammografia di routine e, dopo pochi giorni, viene subito operata per asportare la massa cancerogena. Per fortuna, il calvario dura appena un mese, perché non solo il tumore viene rimosso completamente, ma ulteriori esami escludono i trattamenti radioterapici a cui avrebbe dovuto sottoporsi per eliminare eventuali residui. Così, la Jansen torna subito in tour con i Nightwish, lasciandosi alle spalle una brutta parentesi superata nel migliore dei modi.
La cantante olandese Floor Jansen, figura di spicco del symphonic metal, è la frontwoman dei Nightwish, con cui, in 10 anni, ha inciso due album e ha intrapreso numerosi tour. Nell’ottobre 2022, però, la sua carriera è costretta a fermarsi per un grave imprevisto: un tumore al seno. La cantante, tramite un annuncio sui social, racconta di averlo scoperto dopo una mammografia di routine e, dopo pochi giorni, viene subito operata per asportare la massa cancerogena. Per fortuna, il calvario dura appena un mese, perché non solo il tumore viene rimosso completamente, ma ulteriori esami escludono i trattamenti radioterapici a cui avrebbe dovuto sottoporsi per eliminare eventuali residui. Così, la Jansen torna subito in tour con i Nightwish, lasciandosi alle spalle una brutta parentesi superata nel migliore dei modi.

Yvonne Wilczynska, meglio conosciuta come Onielar, è la frontwoman dei Darkened Nocturn Slaughtercult, una delle band di punta della scena black metal tedesca. Sul palco appare con uno dei corpsepainting più orrorifici mai concepiti: contorno degli occhi nero e profondo, lenti a contatto bianche, una corona di rovi sulla testa e una grossa colata di sangue (in risalto più di ogni altro dettaglio) riversando il tutto anche nelle sue performance musicali. All'apparenza, si potrebbe pensare qualsiasi cosa sul suo conto, tranne che sia una donna debole e senza carattere. Un carattere che ha mostrato soprattutto nel 2021 quando, esattamente come Floor Jansen, rivela di avere un tumore al seno molto aggressivo. Si sottopone dunque ad una mastectomia bilaterale, con conseguenti cicli di chemioterapia. Il percorso è duro e stremante ma, alla fine, riesce a trionfare sulla malattia tornando in attività con la band dopo pochissimo tempo.
Yvonne Wilczynska, meglio conosciuta come Onielar, è la frontwoman dei Darkened Nocturn Slaughtercult, una delle band di punta della scena black metal tedesca. Sul palco appare con uno dei corpsepainting più orrorifici mai concepiti: contorno degli occhi nero e profondo, lenti a contatto bianche, una corona di rovi sulla testa e una grossa colata di sangue (in risalto più di ogni altro dettaglio) riversando il tutto anche nelle sue performance musicali. All'apparenza, si potrebbe pensare qualsiasi cosa sul suo conto, tranne che sia una donna debole e senza carattere. Un carattere che ha mostrato soprattutto nel 2021 quando, esattamente come Floor Jansen, rivela di avere un tumore al seno molto aggressivo. Si sottopone dunque ad una mastectomia bilaterale, con conseguenti cicli di chemioterapia. Il percorso è duro e stremante ma, alla fine, riesce a trionfare sulla malattia tornando in attività con la band dopo pochissimo tempo.
Yvonne Wilczynska, meglio conosciuta come Onielar, è la frontwoman dei Darkened Nocturn Slaughtercult, una delle band di punta della scena black metal tedesca. Sul palco appare con uno dei corpsepainting più orrorifici mai concepiti: contorno degli occhi nero e profondo, lenti a contatto bianche, una corona di rovi sulla testa e una grossa colata di sangue (in risalto più di ogni altro dettaglio) riversando il tutto anche nelle sue performance musicali. All'apparenza, si potrebbe pensare qualsiasi cosa sul suo conto, tranne che sia una donna debole e senza carattere. Un carattere che ha mostrato soprattutto nel 2021 quando, esattamente come Floor Jansen, rivela di avere un tumore al seno molto aggressivo. Si sottopone dunque ad una mastectomia bilaterale, con conseguenti cicli di chemioterapia. Il percorso è duro e stremante ma, alla fine, riesce a trionfare sulla malattia tornando in attività con la band dopo pochissimo tempo.
Yvonne Wilczynska, meglio conosciuta come Onielar, è la frontwoman dei Darkened Nocturn Slaughtercult, una delle band di punta della scena black metal tedesca. Sul palco appare con uno dei corpsepainting più orrorifici mai concepiti: contorno degli occhi nero e profondo, lenti a contatto bianche, una corona di rovi sulla testa e una grossa colata di sangue (in risalto più di ogni altro dettaglio) riversando il tutto anche nelle sue performance musicali. All'apparenza, si potrebbe pensare qualsiasi cosa sul suo conto, tranne che sia una donna debole e senza carattere. Un carattere che ha mostrato soprattutto nel 2021 quando, esattamente come Floor Jansen, rivela di avere un tumore al seno molto aggressivo. Si sottopone dunque ad una mastectomia bilaterale, con conseguenti cicli di chemioterapia. Il percorso è duro e stremante ma, alla fine, riesce a trionfare sulla malattia tornando in attività con la band dopo pochissimo tempo.
Yvonne Wilczynska, meglio conosciuta come Onielar, è la frontwoman dei Darkened Nocturn Slaughtercult, una delle band di punta della scena black metal tedesca. Sul palco appare con uno dei corpsepainting più orrorifici mai concepiti: contorno degli occhi nero e profondo, lenti a contatto bianche, una corona di rovi sulla testa e una grossa colata di sangue (in risalto più di ogni altro dettaglio) riversando il tutto anche nelle sue performance musicali. All'apparenza, si potrebbe pensare qualsiasi cosa sul suo conto, tranne che sia una donna debole e senza carattere. Un carattere che ha mostrato soprattutto nel 2021 quando, esattamente come Floor Jansen, rivela di avere un tumore al seno molto aggressivo. Si sottopone dunque ad una mastectomia bilaterale, con conseguenti cicli di chemioterapia. Il percorso è duro e stremante ma, alla fine, riesce a trionfare sulla malattia tornando in attività con la band dopo pochissimo tempo.

Richard Allan Ream, alias Rikki Rockett, ha festeggiato quest’anno il traguardo dei 40 anni di una carriera musicale colma di concerti, tournée e album (sia live che in studio) con i Poison, di cui è membro fondatore. Tuttavia, il batterista ha avuto a che fare anche con un grosso ostacolo. Nel 2015 scopre di avere un tumore alla lingua: inizia i cicli di chemio e radioterapia per combatterlo ma, dopo 3 mesi, la situazione non cambia. La malattia non risponde alle cure e le possibilità di guarire diminuiscono, ma Rockett non si perde d’animo e prende la decisione che gli salverà la vita: si reca presso il Moores Cancer Center di San Diego per sottoporsi ad una cura sperimentale eseguita con due farmaci immunoterapici che avrebbero rinforzato il sistema immunitario per combattere il cancro. E le cure funzionano. Dopo 4 mesi, infatti, Rockett guarisce e torna a suonare con la sua band, incredulo di essere sopravvissuto così velocemente quando tutto sembrava ormai perso. Una vera storia a lieto fine.
Richard Allan Ream, alias Rikki Rockett, ha festeggiato quest’anno il traguardo dei 40 anni di una carriera musicale colma di concerti, tournée e album (sia live che in studio) con i Poison, di cui è membro fondatore. Tuttavia, il batterista ha avuto a che fare anche con un grosso ostacolo. Nel 2015 scopre di avere un tumore alla lingua: inizia i cicli di chemio e radioterapia per combatterlo ma, dopo 3 mesi, la situazione non cambia. La malattia non risponde alle cure e le possibilità di guarire diminuiscono, ma Rockett non si perde d’animo e prende la decisione che gli salverà la vita: si reca presso il Moores Cancer Center di San Diego per sottoporsi ad una cura sperimentale eseguita con due farmaci immunoterapici che avrebbero rinforzato il sistema immunitario per combattere il cancro. E le cure funzionano. Dopo 4 mesi, infatti, Rockett guarisce e torna a suonare con la sua band, incredulo di essere sopravvissuto così velocemente quando tutto sembrava ormai perso. Una vera storia a lieto fine.
Richard Allan Ream, alias Rikki Rockett, ha festeggiato quest’anno il traguardo dei 40 anni di una carriera musicale colma di concerti, tournée e album (sia live che in studio) con i Poison, di cui è membro fondatore. Tuttavia, il batterista ha avuto a che fare anche con un grosso ostacolo. Nel 2015 scopre di avere un tumore alla lingua: inizia i cicli di chemio e radioterapia per combatterlo ma, dopo 3 mesi, la situazione non cambia. La malattia non risponde alle cure e le possibilità di guarire diminuiscono, ma Rockett non si perde d’animo e prende la decisione che gli salverà la vita: si reca presso il Moores Cancer Center di San Diego per sottoporsi ad una cura sperimentale eseguita con due farmaci immunoterapici che avrebbero rinforzato il sistema immunitario per combattere il cancro. E le cure funzionano. Dopo 4 mesi, infatti, Rockett guarisce e torna a suonare con la sua band, incredulo di essere sopravvissuto così velocemente quando tutto sembrava ormai perso. Una vera storia a lieto fine.
Richard Allan Ream, alias Rikki Rockett, ha festeggiato quest’anno il traguardo dei 40 anni di una carriera musicale colma di concerti, tournée e album (sia live che in studio) con i Poison, di cui è membro fondatore. Tuttavia, il batterista ha avuto a che fare anche con un grosso ostacolo. Nel 2015 scopre di avere un tumore alla lingua: inizia i cicli di chemio e radioterapia per combatterlo ma, dopo 3 mesi, la situazione non cambia. La malattia non risponde alle cure e le possibilità di guarire diminuiscono, ma Rockett non si perde d’animo e prende la decisione che gli salverà la vita: si reca presso il Moores Cancer Center di San Diego per sottoporsi ad una cura sperimentale eseguita con due farmaci immunoterapici che avrebbero rinforzato il sistema immunitario per combattere il cancro. E le cure funzionano. Dopo 4 mesi, infatti, Rockett guarisce e torna a suonare con la sua band, incredulo di essere sopravvissuto così velocemente quando tutto sembrava ormai perso. Una vera storia a lieto fine.
Richard Allan Ream, alias Rikki Rockett, ha festeggiato quest’anno il traguardo dei 40 anni di una carriera musicale colma di concerti, tournée e album (sia live che in studio) con i Poison, di cui è membro fondatore. Tuttavia, il batterista ha avuto a che fare anche con un grosso ostacolo. Nel 2015 scopre di avere un tumore alla lingua: inizia i cicli di chemio e radioterapia per combatterlo ma, dopo 3 mesi, la situazione non cambia. La malattia non risponde alle cure e le possibilità di guarire diminuiscono, ma Rockett non si perde d’animo e prende la decisione che gli salverà la vita: si reca presso il Moores Cancer Center di San Diego per sottoporsi ad una cura sperimentale eseguita con due farmaci immunoterapici che avrebbero rinforzato il sistema immunitario per combattere il cancro. E le cure funzionano. Dopo 4 mesi, infatti, Rockett guarisce e torna a suonare con la sua band, incredulo di essere sopravvissuto così velocemente quando tutto sembrava ormai perso. Una vera storia a lieto fine.

La vita di Chris Holmes può essere ripercorsa come la trama di un film. Nel 1977 entra nei Sister al fianco di Randy Piper, acquisendo subito popolarità. Poi, dopo qualche anno, incontra Blackie Lawless con cui fonda gli W.A.S.P. collezionando un palmarès di 8 album in studio. E infine, per non farsi mancare niente, nel 2001 lascia la band e ne fonda un'altra, gli Psycho Squad, con la mitica Lita Ford che poco tempo dopo diventa anche sua moglie. Insomma, una vera e propria favola per il chitarrista, che però è destinata ad avere un capitolo difficile. A inizio 2022 gli viene diagnosticato un tumore alla gola che sembra avanzare velocemente. È la sua seconda moglie, Cathy-Sarah, ad annunciarlo sui social in maniera del tutto inaspettata, e il musicista, da quel momento in poi, affronta i cicli di cure per combattere la malattia. Il percorso si rivela difficile, dato che la chemio e la radioterapia gli causano non pochi problemi fisici, ma dopo 7 mesi di agonia arriva la bella notizia: il cancro scompare e, dopo tre anni, torna in tour con il suo progetto solista.
La vita di Chris Holmes può essere ripercorsa come la trama di un film. Nel 1977 entra nei Sister al fianco di Randy Piper, acquisendo subito popolarità. Poi, dopo qualche anno, incontra Blackie Lawless con cui fonda gli W.A.S.P. collezionando un palmarès di 8 album in studio. E infine, per non farsi mancare niente, nel 2001 lascia la band e ne fonda un'altra, gli Psycho Squad, con la mitica Lita Ford che poco tempo dopo diventa anche sua moglie. Insomma, una vera e propria favola per il chitarrista, che però è destinata ad avere un capitolo difficile. A inizio 2022 gli viene diagnosticato un tumore alla gola che sembra avanzare velocemente. È la sua seconda moglie, Cathy-Sarah, ad annunciarlo sui social in maniera del tutto inaspettata, e il musicista, da quel momento in poi, affronta i cicli di cure per combattere la malattia. Il percorso si rivela difficile, dato che la chemio e la radioterapia gli causano non pochi problemi fisici, ma dopo 7 mesi di agonia arriva la bella notizia: il cancro scompare e, dopo tre anni, torna in tour con il suo progetto solista.
La vita di Chris Holmes può essere ripercorsa come la trama di un film. Nel 1977 entra nei Sister al fianco di Randy Piper, acquisendo subito popolarità. Poi, dopo qualche anno, incontra Blackie Lawless con cui fonda gli W.A.S.P. collezionando un palmarès di 8 album in studio. E infine, per non farsi mancare niente, nel 2001 lascia la band e ne fonda un'altra, gli Psycho Squad, con la mitica Lita Ford che poco tempo dopo diventa anche sua moglie. Insomma, una vera e propria favola per il chitarrista, che però è destinata ad avere un capitolo difficile. A inizio 2022 gli viene diagnosticato un tumore alla gola che sembra avanzare velocemente. È la sua seconda moglie, Cathy-Sarah, ad annunciarlo sui social in maniera del tutto inaspettata, e il musicista, da quel momento in poi, affronta i cicli di cure per combattere la malattia. Il percorso si rivela difficile, dato che la chemio e la radioterapia gli causano non pochi problemi fisici, ma dopo 7 mesi di agonia arriva la bella notizia: il cancro scompare e, dopo tre anni, torna in tour con il suo progetto solista.
La vita di Chris Holmes può essere ripercorsa come la trama di un film. Nel 1977 entra nei Sister al fianco di Randy Piper, acquisendo subito popolarità. Poi, dopo qualche anno, incontra Blackie Lawless con cui fonda gli W.A.S.P. collezionando un palmarès di 8 album in studio. E infine, per non farsi mancare niente, nel 2001 lascia la band e ne fonda un'altra, gli Psycho Squad, con la mitica Lita Ford che poco tempo dopo diventa anche sua moglie. Insomma, una vera e propria favola per il chitarrista, che però è destinata ad avere un capitolo difficile. A inizio 2022 gli viene diagnosticato un tumore alla gola che sembra avanzare velocemente. È la sua seconda moglie, Cathy-Sarah, ad annunciarlo sui social in maniera del tutto inaspettata, e il musicista, da quel momento in poi, affronta i cicli di cure per combattere la malattia. Il percorso si rivela difficile, dato che la chemio e la radioterapia gli causano non pochi problemi fisici, ma dopo 7 mesi di agonia arriva la bella notizia: il cancro scompare e, dopo tre anni, torna in tour con il suo progetto solista.
La vita di Chris Holmes può essere ripercorsa come la trama di un film. Nel 1977 entra nei Sister al fianco di Randy Piper, acquisendo subito popolarità. Poi, dopo qualche anno, incontra Blackie Lawless con cui fonda gli W.A.S.P. collezionando un palmarès di 8 album in studio. E infine, per non farsi mancare niente, nel 2001 lascia la band e ne fonda un'altra, gli Psycho Squad, con la mitica Lita Ford che poco tempo dopo diventa anche sua moglie. Insomma, una vera e propria favola per il chitarrista, che però è destinata ad avere un capitolo difficile. A inizio 2022 gli viene diagnosticato un tumore alla gola che sembra avanzare velocemente. È la sua seconda moglie, Cathy-Sarah, ad annunciarlo sui social in maniera del tutto inaspettata, e il musicista, da quel momento in poi, affronta i cicli di cure per combattere la malattia. Il percorso si rivela difficile, dato che la chemio e la radioterapia gli causano non pochi problemi fisici, ma dopo 7 mesi di agonia arriva la bella notizia: il cancro scompare e, dopo tre anni, torna in tour con il suo progetto solista.
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