Extreme is the way

ABYSMAL GRIEF – Taetra Philosophia

I genovesi sono arrivati al settimo album in carriera, riconfermandosi come una delle realtà italiane più valide in ambito doom metal

A quasi trent’anni dalla loro nascita, gli Abysmal Grief arrivano al settimo full-length, intitolato Taetra Philosophia, continuando a perfezionarsi su due aspetti caratteristici del loro sound: teatralità e spettralità.

Il trio genovese, sin dagli esordi, è diventato riconoscibile proprio grazie a queste due componenti che hanno reso il suo doom metal ancor più oscuro, pittoresco e suggestivo, vicino al black per l’immaginario e le tematiche, ma ben riconoscibile nella sua forma che, in ogni caso, rimane classica sin dalle basi.

Deus Cornatus apre il disco come una vera invocazione sacrale, preparando il terreno alla title-track, che rappresenta il manifesto sonoro e tematico dell’album con riff ossessivi e un andamento rituale. Ambulacrum Luctus introduce lievi cambi di ritmo e una tensione più marcata, mantenendo però intatta l’atmosfera funerea. Lumen ad Urnam è un breve interludio atmosferico che accentua il lato cerimoniale del lavoro, prima che Corpus Mortuum riporti in primo piano l’impronta del doom più classico, denso e soffocante. Il momento più ambizioso arriva però con Speculum Fractum, lunga e stratificata, dove la band dilata i tempi e accumula lentamente tensione fino a un climax oscuro e meditativo. La voce di Labes Necrothytus è ipnotica, eterea, quasi funebre, ponendola sull’organo che fa da sfondo anche alla batteria marciante di Regen Graves, abile anche alla chitarra, e al basso di Lord Alastair. In poco più di 9 minuti, i musicisti danno il meglio di sé in sezioni eterogenee ma molto evocative, alternando perfettamente momenti più tesi ad altri più eterei, lasciando infine spazio a Lamentum che chiude il disco come un requiem sommesso, con una sensazione di vuoto e contemplazione.

Non c’è che dire, gli Abysmal Grief si riconfermano come una delle realtà italiane più valide in ambito doom metal. Non è solo la lunga esperienza a confermarlo, ma anche un album che riesce a trasmettere sia l’essenza piena del genere che suonano, sia la loro maestria nel rendere l’atmosfera tetra e arcana con un sound in linea con la tradizione. Taetra Philosphia è un disco che avvolge e coinvolge, ponendosi quasi ai livelli di Misfortune e Funeral Cult of Personality a livello di epicità e affermandosi come una delle release più interessanti dell’anno partorite in territorio italico.

Miglior brano: Speculum Fractum

Voto

TRACKLIST:

  1. Deus Cornatus
  2. Taetra Philosophia
  3. Ambulacrum Luctus
  4. Lumen ad Urnam
  5. Corpus Mortuum
  6. Speculum Fractum
  7. Lamentum

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