Extreme is the way

CONVULSE – World Without God

Un classico dell’underground che non ha bisogno di essere considerato un capolavoro per essere importante, essendo sporco, pesante, oscuro e ancora oggi incredibilmente efficace

Quando si nominano i classici del death metal il focus si sposta sempre sulla Florida. Poi c’è la Svezia, che è stata (ed è tuttora) una fonte preziosa per il genere, ma ricordiamoci anche del Paese confinante, in cui il metal è un’istituzione. La Finlandia ha visto evolvere, nelle proprie lande, diversi sottogeneri, ed uno di questi è stato proprio il death metal, con band che ne hanno fatto la storia sia dal punto di vista stilistico che identitario. Sì, identitario, perché il death metal ha sviluppato una corrente a parte proprio nella terra dei mille laghi, con una schiera di band che sono passate alla storia proprio agli albori del death metal. E tra queste, tra i vari Amorphis, Abhorrence e Purtenance, ci sono i Convulse.

In una scena in cui ogni gruppo si riconosce per un tratto stilistico specifico, più che per uno in comune come avviene in Svezia, i Convulse riuscirono a distinguersi per un sound cavernoso, viscerale, cupo, similmente agli Incantation oltreoceano. Ma con una differenza sostanziale: i riff dei Convulse in questo disco sono tendenzialmente diretti, memorizzabili e focalizzati sull’impatto ritmico, diversi ovviamente dallo stile prettamente US Death Metal. E la prova è racchiusa in World Without God, album di debutto della band, che ancora oggi rimane uno dei picchi non solo del death metal finlandese, ma dell’old school in generale.

Dopo l’introduzione strumentale, la title track mette subito in chiaro il sound: riff pesanti, accelerazioni improvvise e rallentamenti che conferiscono al brano una dimensione quasi doom, mentre la voce cavernosa di Rami Jämsä completa un’atmosfera profondamente oscura. Putrid Intercourse spinge maggiormente sulla brutalità, costruendo gran parte della propria efficacia su riff semplici ma pesantissimi e su un’alternanza continua tra sezioni veloci e passaggi più lenti. Con Incantation of Restoration emerge invece il lato più tenebroso e quasi solenne dei Convulse: i riff sembrano trascinarsi fuori da una cripta e le chitarre soliste contribuiscono all’atmosfera senza trasformarsi mai in un semplice esercizio tecnico. Blasphemous Verses torna ad accelerare, ma mantiene quella capacità di alternare velocità e pesantezza che impedisce al disco di diventare monotono. False Religion apre la seconda metà dell’album con una verve particolarmente oscura e opprimente: qui i Convulse dimostrano di saper rallentare senza perdere tensione, avvicinandosi a tratti al doom pur rimanendo saldamente ancorati al death metal. Resuscitation of Evilness è invece uno degli episodi più feroci, costruito su riff diretti e una batteria dirompente, sfociando in una brutalità che comunque mantiene una struttura precisa e non sfocia mai nel caos fine a se stesso. Infernal End riprende la componente più cupa dell’album e la porta ancora più in profondità, alternando riff pesanti ed esplosioni di velocità, rappresentando al meglio l’identità del death metal finlandese, meno melodica rispetto a quella svedese e più oscura e soffocante. Godless Truth è più breve e diretta, un concentrato di aggressività che richiama inevitabilmente la prima scuola death americana, ma che i Convulse riescono a trasformare in qualcosa di personale grazie al loro particolare riffage. Infine Powerstruggle of Belief chiude l’album riassumendo perfettamente tutti gli elementi: velocità, rallentamenti, chitarre pesanti e quell’atmosfera costantemente maligna che accompagna il disco dall’inizio alla fine.

Se fosse stato prodotto in quest’epoca, probabilmente, World Without God non sarebbe mai stato ritenuto perfetto, né tantomeno un qualcosa di memorabile: la produzione è primitiva, alcuni riff e strutture possono sembrare ripetitivi e la band non possiede ancora la maturità compositiva che mostrerà in seguito.

Eppure, è proprio questo aspetto a renderlo così affascinante. Nel 1991, il death metal stava ancora definendo i propri confini e i Convulse riuscirono a fondere la brutalità della scuola americana con un’impronta più oscura e opprimente, contribuendo a costruire quella particolare identità che avrebbe reso la scena finlandese una delle più interessanti dell’underground europeo. È un disco che, a suo modo, può essere considerato capolavoro, o quanto meno fondamentale: sporco, pesante, oscuro ma ,soprattutto, che lascia il segno.

Un vero classico underground, forse uno di quei dischi che non sono mai stati dimenticati dagli appassionati, ma che meriterebbero decisamente di essere ricordati molto più spesso.

Miglior brano: Eradication

Voto

TRACKLIST:

  1. Introduction
  2. World Without God
  3. Putrid Intercourse
  4. Incantation of Restoration
  5. Blasphemous Verses
  6. False Religion
  7. Resuscitation of Evilness
  8. Infernal End
  9. Godless Truth
  10. Powerstruggle of Belief

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