In questo 2026, è tornata attiva anche Ceremonial Worship, one-man band greca che nel filone del black metal, specialmente quello del suo Paese, ha saputo inserirsi a meraviglia.
Impresa non facile, dato che la scena ellenica, in questo sottogenere, è una delle migliori al mondo: Rotting Christ, Varathron e Necromantia sono solo 3 dei grandissimi nomi che ne fanno parte e che, senza alcun dubbio, sono diventati di culto.
Spiros, la mente del progetto che si firma con High Priest C.W., è sulle scene da appena un decennio, ma con Ode to Dionyssus e Seven Gateways to Eternal Misanthropy, usciti entrambi nel 2022, ha dimostrato di saperci fare con le sonorità tipiche del filone greco, confermandosi con Between Sleep and Death, che rimane ancorato le radici nel black metal ellenico, ma senza imitare i suoi maestri, con un sound aggressivo in cui la ripetizione dei riff e la costruzione dell’atmosfera contano spesso più della varietà compositiva.
L’Intro iniziale è atmosferica e ritualistica, dominata da sonorità sintetiche e da un senso di inquietudine crescente, preparando il terreno a Hate Spells, il vero battesimo del fuoco del disco: un pezzo ruvido, gelido e diretto, costruito su riff taglienti, blast beat e una voce totalmente abrasiva, non inventando nulla, ma proprio la sua immediatezza e la sua sincerità lo rendono uno degli episodi più efficaci dell’album. Towards Nothingness amplia la componente atmosferica e malinconica, mantenendo la ferocia del black metal ma inserendo riff più melodici e un andamento che richiama tanto la tradizione ellenica quanto certo black metal europeo della seconda ondata. Cursed Abominations torna su territori più brutali e ossessivi, con un riffing insistente che punta soprattutto sull’impatto e sulla ripetizione. Where the Shadow Awakes è invece uno degli episodi più dinamici del disco, grazie a riff di matrice thrash che introducono una maggiore spinta ritmica e spezzano parzialmente il carattere ipnotico delle tracce precedenti. Esoteric Struggle è il momento più riuscito del disco, in cui emerge con particolare forza quella componente epica e mediterranea che distingue il black metal ellenico, con riff solenni e un’atmosfera quasi trionfale che convivono con la ferocia del genere. Shadows From Hell cambia nuovamente registro e introduce influenze più pesanti e primordiali, con un’impronta che ricorda in alcuni passaggi i Celtic Frost, mentre Pantheon of Suffering riporta in primo piano la componente propriamente ellenica, combinando aggressività, atmosfera e un riffing dal carattere quasi rituale. Infine, Tower of Endless Nights chiude l’album mantenendo intatta la tensione senza cercare un finale spettacolare o risolutivo, ma con uno spegnimento quasi naturale, lasciando dietro di sé la stessa oscurità con cui il disco era iniziato.
Nel complesso, Between Sleep and Death è un album che convince soprattutto per atmosfera, identità e coerenza: i Ceremonial Worship non si discostano dalla tradizione greca, combinandola con influenze della seconda ondata e ottenendo un sound volutamente grezzo e aggressivo. Magari, il principale limite è proprio l’eccessiva insistenza su alcuni riff e strutture, ma tutto ciò, d’altra parte, dà il suo tratto distintivo a tutto l’album che, dunque, non è rivoluzionario, ma mirato ad esprimere una certa identità. Il prosieguo di questo progetto si prospetta interessante.
- Band: CEREMONIAL WORSHIP
- Durata: 34:14
- Data di uscita: 31 luglio 2026
- Etichetta: Eternl Death Records
Miglior brano: Esoteric Struggle
Voto
TRACKLIST:
- Intro
- Hate Spells
- Towards Nothingness
- Cursed Abominations
- Where the Shadow Awakes
- Esoteric Struggle
- Shadows from Hell
- Pantheon of Suffering
- Tower of Endless Nights
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