Extreme is the way

HULDER – Verbolgen

Uno dei progetti moderni più talentuosi in ambito black metal è tornato sulle scene con un album che non rivoluziona il suo sound, ma lo perfeziona e lo conferma tra i migliori di stampo moderno

Eccola qui, Marliese Beeuwsaert, tornata sulle scene più ispirata che mai. Da quando ha fondato il progetto Hulder, di lei si è sentito parlare solo in positivo. Talentuosa, abilissima e ricca di inventiva, la musicista belga, ormai in pianta stabile negli Stati Uniti, è una delle figure femminili principali nella dimensione estrema, al pari di colleghe che hanno dato sfogo al proprio estro sia in gruppo, sia da soliste.

Adesso, lei solista non lo è più, dato che suo marito Samuel Osborne ormai la affianca in tutto e per tutto, ma se si guarda indietro a Godslastering (2018) e Verses in Oath (2024) ciò che si ascolta è tutto farina del suo sacco. E di certo non scadente: il black metal proposto da Marliese è di stampo classico, molto vicino alla scuola norvegese, ma con un’aggiunta di forti dosi folk e medievali che lo rendono ancor più profondo. Adesso, con Verbolgen, il sound cambia leggermente, andando più verso la violenza, ma senza snaturare il nucleo. Per questo lo zampino del marito (ex Undergang e Incantation) si vede, è presente, ma sempre sotto la sua direzione.

Drie Raven (Intro), breve introduzione atmosferica, prepara il terreno con sonorità oscure e un’impronta medievaleggiante per The Crowning, che entra subito nel vivo con un black metal aggressivo e solenne, arricchito da flauto e percussioni che ne accentuano l’animo pagano. Thy Binding Oath rallenta leggermente i ritmi e punta sulla pesantezza, costruendo una marcia cupa e inesorabile, dopo la quale irrompe la title track, più diretta e feroce, con riff taglienti e ottime ritmiche, sempre costanti. …And We Shall Sing è uno dei momenti migliori del disco, grazie all’equilibrio tra melodia, aggressività e atmosfera epica. In Blood and in Earth mostra invece il lato più atmosferico: sette minuti in cui chitarre acustiche, flauto e tastiere si intrecciano in modo particolarmente efficace. Den Nacht Zijn Lied torna su territori più veloci e aggressivi, aggiungendo anche qualche passaggio chitarristico più vicino al death metal melodico. View From Nemeton è probabilmente il brano più vario, alternando tremolo, sezioni cadenzate e assoli che ampliano ulteriormente il sound del disco. A chiudere troviamo The Glow of Dawn, strumentale malinconico che dissolve lentamente l’atmosfera dell’album.

No, gli Hulder non hanno sbagliato. Di nuovo. Entrambi hanno unito le forze in modo ineccepibile, e il risultato si nota. Verbolgen non cerca di reinventare il black metal, ma lo migliora aggiungendo un tocco di atmosfera e ritualismo che gli conferiscono un netto upgrade. Ma questa non è una novità, perché Marliese e Samuel sanno fare bene parecchie cose: sanno esibirsi (magistralmente), sanno esprimersi, ma soprattutto, sanno comporre. E con quest’album non ci sono più dubbi a riguardo.

Miglior brano: Thy Binding Oath

Voto

TRACKLIST:

  1. Drie raven (Intro)
  2. The Crowning
  3. 3. Thy Binding Oath
  4. Verbolgen
  5. …and We Shall Sing
  6. In Blood and in Earth
  7. Den nacht zijn lied
  8. View from Nemeton
  9. The Glow of Dawn

Profili social della band

Piattaforme streaming

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *