Extreme is the way

CORPSEMANGLE – Eating the Damned

Un lavoro compatto, debitamente intriso di death metal primordiale, dando un ottimo ripasso di ciò che è stato fatto in passato

Date un’occhiata alla copertina di quest’album e chiedetevi dove può essere stato prodotto. L’estetica e il nome rimandano al death metal, senza dubbio, quindi è spontaneo pensare agli Stati Uniti, precisamente alla Florida. E invece no: l’area geografica in questione è la penisola balcanica.

I Corpsemangle sono un duo di Blagoevgrad, in Bulgaria, formato da Antoan Bojkov (voce, chitarre) e Martin Aleksandrov (voce, basso) che, prima di quest’anno, non aveva ricevuto molta attenzione. Il progetto è in attività dal 2015 e, fino all’esordio, è stato mandato avanti solo da Bojkov, ma con l’aiuto del suo nuovo socio è riuscito a sfornare un album di debutto che, di interesse, ne ha attirato un bel po’.

Eating the Damned, uscito il 12 gennaio 2026, sembra provenire dall’epoca primordiale del death metal: non c’è nessuna novità rispetto a ciò che uscì dai Morrisound Studios tra il 1990 e il 1993, ed è per questo motivo che appare autentico nel suo sound. Certo, l’utilizzo evidente della drum machine farebbe pensare l’esatto contrario, ma ascoltando tutto il resto si cambia idea all’istante.

I 10 brani scorrono senza noia, arrembanti sia nelle ritmiche, sia nelle chitarre che macinano riff saturi, possenti e ben azzeccati con l’atmosfera del disco. Tracce come Hydraulic Press Crusher, Zombie Killings e Morbid Revelation riescono a distinguersi grazie a un groove più marcato e a una struttura leggermente più dinamica, mentre pezzi più veloci come Liquified Remains o Visceral Repentance puntano tutto sull’impatto ma tendono a unificarsi tra loro, tra riff e batteria che pestano in maniera incessante. Le influenze principali, come già detto, sono radicate nel death metal old school anni ‘90, principalmente nei classici pilastri come i Deicide (in primis nelle vocals), i primi Cannibal Corpse e i primi Death.

In molti direbbero che non ci sia niente di speciale in questo album, ma bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno. Eating the Damned è un lavoro compatto, debitamente intriso di death metal primordiale, che trova la propria forza nella resa atmosferica e in una manciata di episodi più groovy, dando un ottimo ripasso di ciò che è stato fatto in passato. Di sicuro non è il lavoro più innovativo degli ultimi anni, ma il potenziale per questi ragazzi si vede e può essere sicuramente sprigionato in futuro, magari anche con un batterista in carne ed ossa.

Miglior brano: Hydraulic Press Crusher

Voto

TRACKLIST:

  1. Eating the Damned
  2. Rotting Fetus
  3. Liquified Remains
  4. Hydraulic Press Crusher
  5. Visceral Repentance
  6. Zombie Killings
  7. Odor of Rot
  8. Mangled Feast
  9. Morbid Revelation
  10. Instruments of Butchery

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